11 INDAGATI

Mazzette alla Gesap, al via il processo a Palermo

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corruzione gesap, Palermo, Cronaca
Tribunale di Palermo

PALERMO. E' cominciata oggi, con la richiesta di costituzione di parte civile, l'udienza preliminare per 11 indagati nella vicenda delle mazzette alla Gesap, l'azienda che gestisce l'aeroporto di Palermo. Undici milioni di euro per progettare una hall arrivi che sembrava non arrivare mai.

Hanno chiesto di costituirsi parte civile la Gesap (con l'avvocato Enrico sorgi), il Comune di Palermo,  Sicindustria (con l'avvocato Ettore Barcellona), la Camera di commercio (con l'avvocato Francesco Greco) e il sindacato dei lavoratori di Gesap (con l'avvocato Claudio Gallina Montana). Il giudice Marco Gaeta scioglierà la riserva il 18 settembre.

Rischiano il processo l’ex direttore generale della Gesap, che è ancora agli arresti domiciliari, così come Giuseppe Liistro, l’ex responsabile dell’area manutenzione della società di gestione aeroportuale.

Nel marzo scorso, l'inchiesta ha coinvolto anche l'imprenditore romano Stefano Flammini (amministratore di fatto di Compagnia del Progetto e Cdp Design), a lui avrebbe fatto capo il gruppo di progettisti che ha monopolizzato l’appalto lumaca della hall.

Per l'accusa rappresentata dai pm Luca Battinieri e Claudia Ferrari c'era un’associazione a delinquere e contestano a Scelta di aver spacchettato il grande progetto della sala arrivi in 117 mini progetti, in modo da non fare scattare la soglia dei 40 mila euro, sotto quel tetto è possibile fare gli affidamenti diretti ed evitare la gara d’appalto.

Adesso, rischiano un processo anche il docente universitario Giuseppe Giambanco, Dario Colombo (ex amministratore delegato di Gesap, oggi direttore generale di Sicilia e-Servizi), Sergio Gaudiano (presidente dell’omonima società di progettazione), Renato Chiavaroli (amministratore della Tecnogeco), Filippo Capuano (amministratore di fatto della Cometa srl), Carlo Vernetti e Alessandro Mauro (amministratore delegato e dirigente della società Quick No Problem Parking).

Chiesto il rinvio a giudizio anche per Raimondo Giammanco, dirigente dell’Unità operativa Edilizia Privata del Genio Civile, accusato di aver rivelato l’esistenza dell’indagine sulla grande abbuffata dei fondi per la progettazione.

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