Ragazze madri nella casa del boss, Boschi: garantire trasparenza

SAN GIUSEPPE JATO. A San Giuseppe Jato  è stata inaugurata la casa alloggio per ragazze madri e donne vittime del disagio sociale intitolata a Rita Atria. Il centro nasce in un bene confiscato alla mafia, in via Falde 32, dove abitava Baldassarre Di Maggio e a pochi passi Brusca.

Alla consegna, oltre al sindaco di San Giuseppe Jato, Davide Licari, ed alle autorità locali, hanno preso parte il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi ed il Sottosegretario alla Salute Davide Faraone.

«A San Giuseppe Jato in Provincia di Palermo, dove un bene una volta appartenuto alla famiglia mafiosa dei Di Maggio oggi diventa una Casa alloggio per ragazze madri e donne vittime di disagio sociale intitolata a Rita Atria, giovane testimone di giustizia. Oggi ha vinto lo Stato. Ogni volta che un bene viene sottratto alla criminalità organizzata e restituito ad una comunità, vince lo Stato», ha scritto su Facebook  Maria Elena Boschi.

«Al Senato stiamo discutendo la riforma dell’Agenzia dei beni confiscati alla mafia per rendere questo strumento sempre più efficace e per garantire massima trasparenza nelle procedure di assegnazione e di gestione dei beni. Grazie all’impegno di molte associazioni, di tanti cittadini e di bravi amministratori locali, luoghi dove un tempo si prendevano atroci decisioni di morte tornano ad essere centri di vita e di speranza. E' bello immaginare che da oggi, in questa casa dedicata a Rita Atria, giovani donne con i loro bambini possano ricominciare a sorridere, accompagnate da una intera comunità».

© Riproduzione riservata

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X