AREA PROTETTA

Monti Sicani, Parco istituito per la terza volta

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Nuovo provvedimento della Regione dopo i due cancellati dai giudici amministrativi. Dodici i centri compresi nel territorio

PALERMO. La Regione ha approvato per la terza volta l’istituzione del Parco dei Monti Sicani. Si completa così il circuito delle aree protette regionali, dopo i Nebrodi, le Madonie, l’Alcantara e l’Etna. Un’odissea, quella del quinto parco siciliano, che abbraccia i territori di dodici centri a cavallo fra le province di Agrigento e Palermo: Bivona, Burgio, Cammarata, Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana, Palazzo Adriano, Prizzi, San Giovanni Gemini, Santo Stefano di Quisquina, Sambuca di Sicilia.

Un iter partito quasi quattro anni fa (il primo decreto istitutivo è del 15 settembre del 2010) con l’istituzione delle commissioni tecnico-scientifiche per la perimetrazione e zonizzazione dell’area. Un percorso travagliato e sfociato in due annullamenti da parte del Tar e del Consiglio di giustizia amministrativa, dopo i ricorsi di associazioni venatorie, come Federazione Italiana della Caccia, il Consiglio Siciliano della Caccia, i Liberi Cacciatori Siciliani, l’Associazione Nazionale Cacciatori, oltre che del comitato civico «No Parco» e dai proprietari di alcune cave di inerti che ricadono sul territorio coinvolto. Sotto accusa erano finite anche le modalità con cui era stato imposto il divieto di caccia nelle zone «Zone a protezione speciale» (Zps). Tutto questo ha tenuto al palo finora la costituzione del Parco. Ma adesso tutto si riattiva.
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