IL REPORTAGE

Mondello a perdere, la borgata si spegne coi suoi locali storici - Video

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I pescatori sono rimasti in pochi e anche il pesce scarseggia, i visitatori apprezzano il luogo ma mancano le iniziative

PALERMO. A Mondello il mare d’inverno è fatto di colori. E anche di sole. Come è accaduto ieri pomeriggio. Dopo il gelido Capodanno, la borgata marinara è tornata a riempirsi di gente. Intorno alle 15,30, centinaia di persone affollavano la piazza e i marciapiedi. All’esterno di locali e ristoranti, seduti ai tavoli, decine di famiglie e anche tanti turisti. Un volto bello di Mondello, frequente nei mesi estivi. Ma di inverno spesso il copione è diverso. E torna in mente la voce roca della Bertè e di «quel film in bianco e nero visto alla tv».

Anche a Mondello, il mare d’inverno è fatto di sabbia bagnata e manifesti sbiaditi. Di saracinesche calate e negozi chiusi in attesa di nuovi affittuari. Una borgata che cerca di sopravvivere a carenze e assenze. Almeno questo sostengono i pescatori e i commercianti. Sono coloro che a Mondello vivono e, soprattutto, di Mondello vivono. Di una borgata che ha visto nel tempo alternare alle baracche dei «polipari», le bancarelle dei venditori ambulanti con mercanzie cinesi.

All’odore di ricci e polpo bollito, sono subentrati effluvi d’incenso e profumi orientali. Mondello non ha più lo stesso volto. «Qui è ormai finito tutto - dice un pescatore che sistema la sua barca e preferisce non vedere pubblicato il proprio nome -. Mondello è come il suo mare. Ormai non peschiamo quasi più nulla in queste acque. E così anche sulla terraferma. D’inverno qui non si vede anima viva. Non ci sono iniziative o spettacoli».

I pescatori a Mondello sono considerati dei custodi. Custodi di una storia importante: quella della borgata marinara che nel tempo ha fatto tanto parlare di sé. Del suo mare soprattutto. Un mare che in passato era pieno di sarde, vope, cicirello... tanto pesce azzurro. E che oggi tra le reti dei pescatori lascia veramente poco. Lo sa bene Giovanni, un altro pescatore, considerato il più anziano per esperienza all’interno del gruppo. «La pesca a strascico così come i diportisti - racconta Giovanni - nel tempo hanno distrutto quanto di buono c’era in questo mare». Un tempo il pesce di Mondello, racconta il gruppo di pescatori intento a preparare gli ami, era quasi un marchio di qualità. «La gente - spiegano - lo comprava perché era veramente il meglio che poteva trovarsi sul mercato. Oggi c’è davvero molto poco e fatichiamo ad andare avanti». I pescatori a Mondello sono ormai poco più di venti. Almeno quelli considerati «storici». Nei loro occhi e in quelli di chi vive a partire dal mare, c’è anche la tristezza e la nostalgia per una borgata che vedono «morire giorno dopo giorno».

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