Questo sito contribuisce all’audience di Quotidiano Nazionale

L'Otello 'simbolico' di Brockhaus debutta al Massimo di Palermo

Dopo quindici anni torna sul palco del Teatro Massimo il dramma shakespeariano sulla gelosia, penultimo lavoro di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito. In molti definiscono l'Otello «il testamento spirituale del compositore. Apice della drammaturgia verdiana» è lo stesso maestro Renato Palumbo, che dirigerà l'opera, ad averlo ricordato durante la conferenza stampa di oggi. Un nuovo allestimento coprodotto con il San Carlo di Napoli: le scene sono di Nicola Rubertelli, i costumi di Patricia Toffolutti. La regia è di Henning Brockhaus che mette in scena "una tragedia dello spazio psicofisico" attraverso un linguaggio simbolico in cui predomineranno i tratti psicologici dei personaggi: «La tragedia del Moro è in realtà una tragedia collettiva, un sovvertimento dell'ordine delle cose che mette in crisi un universo apparentemente incorrotto e felice -- rivela il regista -. Ho rinunciato volutamente, sin dall'inizio, ad ogni risvolto di carattere realistico. All'inizio dell'opera, ad esempio, non ci sono temporali, uragani, navi e vele gonfiate dal vento. La tempesta che precede l'arrivo di Otello è una tempesta puramente "interiore", un caos che sconvolge tutti i personaggi. I quali, infatti, sono in scena sin dall'inizio: tutti tranne il protagonista, ovviamente». Nel ruolo di Otello si alterneranno Gustavo Porta, Kristian Benedikt e Marius Vlad, in quello di Desdemona Julianna Di Giacomo e Lana Kos, in quello di Jago Giovanni Meoni (che ritorna sul palco palermitano dopo quattordici anni) ed Elia Fabbian. Completano il cast Anna Malavasi (Emilia), Giuseppe Varano (Cassio), Pietro Picone (Roderigo), Manrico Signorini (Lodovico), Maurizio o Piccolo (Montano) e Riccardo Schirò e Vincenzo Raso (Un araldo). Orchestra, Coro e Coro di voci bianche sono quelli del Teatro Massimo, diretti rispettivamente da Piero Monti e da Salvatore Punturo. Al debutto dell'opera, fissato per venerdì 21 febbraio alle ore 20:30 (repliche sino al 2 marzo), sono collegate una serie di iniziative collaterali per adulti e giovanissimi: alle ore 19.30 in Sala Pompeiana verrà inaugurata infatti la mostra dedicata agli arazzi di Filli Cusenza, esponente della fiber art, ispirati alla storia del Moro di Venezia. Visitabile sino al 16 marzo, dalle ore 9:30 alle ore 17 nel circuito delle visite guidate del Teatro. Ci sarà anche un Otello per i più piccoli, con il coinvolgimento delle scuole e dunque degli studenti, curato dal regista palermitano Roberto Catalano (in scena al mattino il 26, 27 e 28 febbraio). Per far partecipare i ragazzi attivamente all'opera, le scuole sono state invitate a realizzare in classe due semplicissimi attrezzi di scena -- una stella e un fazzoletto -- che ogni alunno porterà con sé e che arricchiranno lo spettacolo rendendolo ogni volta unico.

Interviste:
Henning Brockhaus - regista
Renato Palumbo - direttore
Gustavo Porta - Otello
Giovanni Meoni - Jago
Fabio Carapezza Guttuso - Commissario straordinario Teatro Massimo
Roberto Catalano - regista

Caricamento commenti

Commenta la notizia