Palermo, in 70 alla Cuba sognando la moda

Le ragazze selezionate parteciperanno al Sicilia Fashion Night, in programma il 22 dicembre a Sant’Erasmo. Anche due mamme in passerella
Palermo, Archivio

PALERMO. Sono arrivate in settanta, ragazze della moda o ragazze di moda, magre come fili gentili, senza il mitico book sottobraccio ma con le loro faccine tirate e senza ansia da prestazione. Le bimbe hanno partecipato ieri, alla Cuba, a un casting, mitico vocabolo che evoca folle che si accalcano pur di trovare in un reality, in un quiz, una comparsata: qui, invece, le prescelte saranno protagoniste, assieme ad altre colleghe non siciliane, della Sicilia Fashion Night, il 22 dicembre all'Ex deposito delle Locomotive di Sant'Erasmo: foderate da abiti di grandi stilisti - si vocifera di Cavalli, Missoni, Richmond, Moschino - finiranno in tv, sui canali modaioli.
La manifestazione è promossa e organizzata dall'Assessorato al Turismo, in collaborazione con Casartigiani e Concommercio Palermo, mentre la sfilata è prodotta dalla Evolution Vision Advisory. La responsabile, Elena Salvaneschi, coadiuvata a Palermo dalla pr Valeria Aiello, dice: «Cerchiamo modelle che sappiano interpretare un abito trasformandolo in un'emozione. Il nostro format serve anche a valorizzare il territorio. Lo abbiamo proposto a Venezia, ora tocca a Palermo».
Un po' studio sociologico, un po' minicorso accelerato di seduzione, comincia la sfilata su qualche metro di red carpet. L'art director Luca Lo Bosco avverte che «l'importante è il viso». Comincia Simona Modica, la segue a ruota Luna Cusimano, insieme salutano e scappano in aeroporto. Giada Gulino arriva in ritardo, compila la scheda e il tappeto rosso è suo. Ondeggiano tutte sui tacchi per un nano secondo, si fermano davanti al tavolo della «giuria», mano sul fianco, dietrofront. Un sorriso manco a morire, come comandamento da top impone: non sorrideva neppure la Schiffer che però aveva un broncio da urlo. Molti pantaloni, parecchie minigonne, null'altro di scoperto, look quasi da ufficio.
Lo Bosco: «Cerchiamo taglie 38, al massimo 40». La lotta all'anoressia va a farsi benedire? «Sono queste le taglie del campionario delle sfilate e quelle delle modelle che verranno da fuori». No, loro non sembrano anoressiche, anzi se sbirci le schede trovi - orrore - perfino qualche 42. L'altezza media è 1.75, il piede tra 38/39. Sono solo ragazze pazze per la moda e la moda impone loro di guardarsi allo specchio e di non vedersi addosso un filo di carne, un accenno di natica, un soffio di seno. Dicono due deliziose modelle-mamme, Maria Grazia Bonura, 29 anni, e Katia Duvakina, 28, una da Palermo, l'altra dalla Siberia, una capelli lisci e scuri, l'altra capelli lisci e biondi. Confermano che gli stilisti si impossessano del corpo: «Ci vogliono magre e serissime. Dovete sembrare un po' stronze, ordinano pure. Un corpo perfetto non è solo un dono di madre natura, facciamo dei sacrifici».
Le immaginiamo alle prese con quei sadici esercizi che si chiamano gag, acronimo di glutei-addominali-gambe per la marmorizzazione degli stessi. E poi a sputare calorie, marciando impavide su tapis roulant, a farsi schiacciare da macchine di tortura. Il risultato di tutti ’sti sacrifici però è che per loro, beate, lo specchio non è una superficie maledetta. La serata del 22, che avrà anche momenti di spettacolo, sarà presentata da Jo Squillo, ospite una che ce l'ha fatta: Eva Riccobono, mitologico esemplare di diafana modella, metà palermitana e metà tedesca.

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