Un Codice etico per i deputati dell'Ars, Fava: "Restituiamo responsabilità alla politica"

Lealtà, integrità, trasparenza alla base del Codice etico dei deputati regionali dell’Assemblea Regionale Sicilia, approvato dalla Commissione Regionale Antimafia e presentato oggi 22 maggio a Palazzo dei Normanni dal Presidente della Commissione Claudio Fava insieme alle vicepresidenti Rossana Cannata e Luisa Lantieri.

Alla vigilia delle commemorazioni della strage di Capaci è stato illustrato il testo finale, elaborato con il contributo determinante degli esperti della commissione antimafia (il professor Antonio Gullo, il presidente Bruno Di Marco, il dottor Tuccio Pappalardo, il dott. Vittorio Bertone) e che si articola in cinque titoli e 23 articoli contenenti le norme “che il deputato – recita il primo articolo – è tenuto ad osservare nell’espletamento del proprio mandato”.

L’obiettivo è quello di garantire l’autonomia e l’indipendenza dei parlamentari ponendo come priorità l’interesse pubblico. Una serie di divieti ed obblighi per marginalizzare corruzione e infiltrazioni mafiose, dalle ipotesi di conflitto di interesse al clientelismo, dalla pratica di influenze indebite al divieto di accettare regali, e la cui violazione comporterà specifiche sanzioni, dal semplice ammonimento fino alla richiesta di dimissioni.

Si tratta del primo testo di questo tipo ad essere approvato in Italia ed entrerà a far parte integrante del Regolamento dell'Assemblea regionale, previa approvazione a maggioranza degli aventi diritto, quindi di almeno 36 deputati.

“Pensiamo che sia un contributo non volontaristico ma pragmatico per restituire – ha dichiarato il presidente della Commissione Regionale Antimafia Claudio Fava - responsabilità alla politica siciliana e credo che sia importante che sia stata approvata il giorno prima che si ricordi la morte del giudice Falcone”. Un segno che la lotta alla mafia “debba essere basata sulla costruzione di fatti piuttosto che sulla declamazione di concetti”, ha detto.

A proposito delle polemiche sulle commemorazioni del 23 maggio parla anche della presenza del vicepremier Salvini: “Credo che domani Salvini dovesse essere presente perché gli compete, è un suo dovere, un suo obbligo dal punto di vista del decoro istituzionale. Ma credo che domani dovrebbe ascoltare dalle parole di chi questa storia la porta incisa sul proprio impegno alcune cose che forse i ministri avrebbero il dovere di conoscere”.

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