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Variante Delta, Costa: "In Sicilia tamponi a chi arriva dai Paesi a rischio e sequenziamento"

Crescono le preoccupazioni nei confronti delle varianti, soprattutto verso la variante Delta che in Gran Bretagna fa di nuovo salire le ospedalizzazioni. “La possibilità di avere varianti deve trovarci tutti preparati e deve trovarci tutti vaccinati almeno con doppia dose - afferma il commissario per l'emergenza Covid a Palermo, Renato Costa -. La variante Delta si sta facendo strada in Inghilterra, In Italia non abbiamo grande contezza in che percentuali c’è. Noi stiamo tamponando tutte le persone che arrivano da paesi a rischio e assieme al tampone ci stiamo adeguando per fare il sequenziamento”.

Ieri, intanto, alla Fiera del Mediterraneo sono state somministrate solo 37 prime dosi, evento che fa supporre una diffidenza degli over 60 nei confronti del vaccino AstraZeneca. "L’atteggiamento prudente nei confronti di Astrazeneca va spiegato - sottolinea Costa -. Ci sono dei motivi per cui sopra i 60 il siero viene inoculato e sotto i 60 no. Nel primo caso non c’è nessuna evidenza scientifica che dice che la possibilità di avere eventi avversi sia superiore ai benefici che il vaccino da. La situazione epidemiologica attuale ci dice invece che al di sotto dei 60 anni la possibilità di avere effetti collaterali è superiore ai benefici portati dal vaccino, e quindi bisogna adoperare un altro siero”.

Nel frattempo per chi, under 60, aveva già ricevuto la sua prima dose del preparato anglo-svedese ci si scontra sul da farsi. Si propone la vaccinazione eterologa, ovvero il richiamo con un siero differente dal primo: una strategia che può essere impiegata, secondo l’Ema, ma sulla quale non ci sono ancora abbastanza informazioni. Si lascia così la decisione a discrezione dei singoli Stati membri dell’Ue. “La possibilità di fare una somministrazione mixata deriva da alcune osservazioni di tipo scientifico - dice Costa - in cui è evidente che i presupposti per avere una migliore copertura con due vaccini anche di tipo diverso sono ottimi. Il dato, però, non è supportato allo stato attuale da sufficienti articoli scientifici che ci permettono di dirlo con serenità”.

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