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GDScuola, la lotta alla dispersione è una sfida quotidiana

Una quotidiana e incessante lotta contro la dispersione scolastica, l'importanza della memoria per un futuro migliore fatto di diritti; ancora, arte, sport, gemellaggi e laboratori creativi. Sono i temi di GDScuola di oggi, l'inserto in uscita ogni giovedì sul Giornale di Sicilia dedicato al mondo della scuola. Protagonisti di questa edizione, gli insegnanti e gli alunni della scuola secondaria di primo grado Raimondo Franchetti, di via Amedeo d'Aosta a Palermo, e quelli dell'Istituto comprensivo Rettore Filippo Evola di Balestrate.

Gli studenti, con il supporto dei loro docenti, attraverso i loro scritti hanno aperto le porte dei loro istituti, raccontando l'impegno quotidiano per crescere e formarsi. Ciascun istituto in base alle esigenze e agli obiettivi dei propri ragazzi e del proprio territorio. Così la scuola Franchetti, che si trova nel difficile quartiere Brancaccio, è diventata negli un baluardo contro la dispersione scolastica. Tema su cui sono impegnati costantemente.  Ancora oggi sede dell'osservatorio di area del distretto 14 Brancaccio, che abbraccia un numero consistente di scuole molto popolose, dall'alberghiero Piazza all'istituto comprensivo Di Vittorio. La scuola ha messo in campo un protocollo specifico per contrastare la frequenza a intermittenza e gli abbandoni, con un monitoraggio delle assenze e il contatto immediato con la famiglia.

Un lavoro capillare che ha permesso di ridurre il tasso di dispersione negli anni della scuola media al 4 per cento (comprendendo anche le bocciature) e all'1% gli abbandoni.

Il rispetto della memoria per costruire un futuro migliore è il tema su cui punta l'Istituto comprensivo Rettore Filippo Evola di Balestrate, i cui alunni della classe 3ª A hanno dedicato un articolo alla loro partecipazione alle manifestazioni della «Giornata della Memoria»,  che ha segnato la fine di un percorso iniziato con la lettura del libro di Liliana Segre «Fino a quando la mia stella brillerà», a cui sono seguite delle riflessioni in classe e dei lavori di gruppo.

Per accendere la speranza e mantenere vivo il ricordo, i ragazzi hanno allestito una particolare scenografia scrivendo in caratteri tridimensionali la parola «Indifferenza» e il numero tatuato sul braccio della Segre «75190». Poi delle candele con incisa la frase dell'autrice: «Coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l'indifferenza».

 

© Riproduzione riservata

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