Palermo

Mercoledì 26 Febbraio 2025

La Corte dei Conti boccia la sanità siciliana, la Regione risponde

Palazzo d'Orleans

Su 720 posti letto di terapia intensiva previsti in Sicilia ne sono stati «effettivamente realizzati solo 151, il 21%, di cui solo 109 collaudati e in uso; mentre a fronte di 350 posti letto di terapia semi o sub-intensiva programmati, ne sono stati realizzati 116 (ossia il 33%), di cui solo 78 collaudati e in uso». Sui 24 interventi programmati di adeguamento delle aree di pronto soccorso, invece, solo 8 sono stati «effettivamente realizzati (il 33%), e fra questi solo 6 collaudati e in uso». A rivelarlo un rapporto della Corte dei Conti sulla gestione delle risorse del settore sanitario destinate, durante l’emergenza epidemiologica Covid-19, al rafforzamento dell’area delle terapie dell’emergenza e alla riduzione delle liste d’attesa. Per i giudici «è quindi confermata la criticità, evidenziata in sede di istruttoria, in merito all’effettivo e insanabile disallineamento tra i dati regionali di programmazione e gli standard minimi richiesti a livello nazionale».

La Regione risponde

Mentre la Corte dei Conti  fa il focus sulla situazione nella lunga relazione nella quale risulta che neanche i livelli essenziali di assistenza (Lea) sono garantiti, la Regione risponde con una nota tecnica sull’attuazione del decreto legge 34/2020, quello che prevedeva l’impiego di queste risorse e il piano di ammodernamento delle strutture e delle infrastrutture sanitarie d’emergenza.

L'assessorato alla Salute contesta i numeri

L’assessorato regionale della Salute rileva che i lavori per l’attivazione dei posti letto di terapia intensiva e sub intensiva risultano eseguiti o in corso di esecuzione in tutte le aziende sanitarie e ospedaliere, fatta eccezione per il Garibaldi di Catania, il Sant’Antonio Abate di Trapani, il Borsellino di Marsala e il Fogliani di Milazzo, che rappresentano circa il 20% di quelli programmati. Va precisato che i posti letto da realizzare in Sicilia sono: 571 (e non 720), di cui 253 di terapia intensiva e 318 di sub intensiva, così come stabilito dal decreto 614/2020, registrato alla Corte dei conti e confermato nell’agosto 2024.

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