«Di fronte alla realtà dei dazi, riteniamo fondamentale adottare un approccio all’insegna del "no panic" e dell’armonizzazione: un percorso continuo, silenzioso, sereno e fondato su una contrattazione equilibrata a livello europeo. Bisogna evitare colpi di scena e puntare invece su quella diplomazia che da sempre sostiene le relazioni commerciali internazionali. Per armonizzazione intendiamo un impegno comune lungo tutta la filiera, dal produttore al consumatore. Che si tratti di vino o di altri prodotti, sono molti gli attori coinvolti nel percorso produttivo e distributivo. È essenziale che ciascuno sia disposto a collaborare e, se necessario, a rinunciare a una parte del proprio margine di profitto». Lo dice Alessio Planeta, Ceo Aziende agricole Planeta, produttore vinicolo, sull'introduzione dei dazi americani e al loro impatto sul settore vitivinicolo.
«Questo è ciò che proveremo a concordare con i nostri importatori e distributori. Solo così si può evitare che l'aumento dei costi imposto dai dazi si riversi interamente sul consumatore finale, contribuendo a una spinta inflattiva troppo marcata. - aggiunge - Non vorremmo, come affermò ironicamente Winston Churchill a proposito dei dazi nel Regno Unito, che i soldi tolti dalle tasche di un inglese per essere messi in quelle di un altro inglese, si perdano nel tragitto. Al contrario, auspichiamo che i dazi possano contribuire a consolidare le economie dei rispettivi paesi, se gestiti con equilibrio e responsabilità. Da non dimenticare, l’importanza del turismo proveniente dagli Stati Uniti, fondamentale non solo per la Sicilia ma per l’intera Italia. Questo legame ci invita a preservare rapporti improntati al rispetto e alla serenità nei confronti dei cittadini americani che scelgono il nostro Paese come meta».
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