Sciopero generale oggi dei forestali siciliani contro la «riforma insabbiata» dal governo regionale. Presidio davanti a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, con l’intervento dei segretari generali di Fai-Flai-Uila Sicilia, Adolfo Scotti, Tonino Russo e Nino Marino, che hanno proclamato la giornata di mobilitazione. In piazza Indipendenza anche i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Sicilia, Alfio Mannino, Leonardo La Piana e Luisella Lionti. «Tutelare la nostra Isola dentro e fuori i boschi, rendendo stabile ed efficiente un servizio di Protezione ambientale per il quale solo i forestali hanno conoscenze e competenze adeguate, è una priorità per i siciliani ma non per la Regione. Abbiamo offerto in questi anni massima disponibilità al confronto assicurando il nostro contributo di idee alla stesura di una riforma già scritta che, ormai da troppo tempo, è sprofondata nelle sabbie mobili degli uffici di Governo. È stata insabbiata», accusano. «Qualcuno ha visto la riforma forestale? Basta prese in giro», ammoniscono, «il presidente Renato Schifani si è sempre sottratto alle nostre richieste di incontro, mentre assessori e funzionari chiedevano e chiedono ancora tempo perchè si dicono in cerca di risorse. I siciliani, però, hanno già visto come vengono spesi i soldi della Regione, senza lasciare nulla per la necessaria riorganizzazione di un settore indispensabile alla lotta contro dissesto idrogeologico, siccità, roghi boschivi, desertificazione del territorio». «L'esecutivo regionale continua a sottovalutare il tema del governo del territorio, fondamentale per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e per lo sviluppo. La Sicilia è la quinta regione per rischio di dissesto idrogeologico e la prima per rischio di desertificazione. Questo rende necessario investire subito sul settore forestale», dice Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. «Occorre, attraverso la riforma, dare stabilità all’occupazione e mettere a reddito le risorse del bosco e del sottobosco. Questo non è rinviabile - sottolinea - ed è grave che il governo invece di investire sul futuro sprechi le risorse economiche in mance, mancette e interventi parcellizzati».