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Palermo, nuovo appalto per la manutenzione all’Ismett: accordo con la società Natuna

L’intesa garantirà i livelli salariali e occupazionali

Cambio appalto per la manutenzione all’Ismett: raggiunto con l’impresa Natuna srl un accordo che garantirà i livelli salariali e occupazionali. La nuova commessa è già partita dallo scorso primo giugno. Nel nuovo capitolato d’appalto, l’Ismett aveva infatti modificato le condizioni economiche e l’articolazione dei servizi, riducendo di fatto le unità su alcuni servizi e ricorrendo in alternativa alla reperibilità.

«L’impresa Natuna, che si è aggiudicata per altri 8 anni l’appalto alle nuove condizioni, presente all’Istituto Mediterraneo dei Trapianti già dai tempi del precedente cambio appalto del 2008, ci aveva rappresentato di non essere in grado di garantire l’effettivo salario dei propri dipendenti, un gap salariale non sostenibile con un l’inflazione a due cifre», dicono il segretario generale della Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello e il segretario provinciale Filcams, con delega al multiservizi, Manlio Mandalari.

La Filcams Cgil, benché all’orizzonte non si intravedesse alcuna perdita di posti di lavoro, ma un possibile taglio di ore di lavoro e la conseguente perdita salariale, ha fortemente voluto che la convocazione per il cambio appalto avvenisse «in sede protetta», all’ufficio provinciale del lavoro, dove dopo due incontri si è usciti con un definitivo esito negativo della procedura.

«Per noi le condizioni dell’azienda erano irricevibili - aggiungono Aiello e Mandalari - Le trattative sono andate ad oltranza senza alcun profitto, ma nel rush finale di ieri, le parti hanno raggiunto l’intesa».

La Filcams è riuscita ad arrivare a un accordo che prevede l’applicazione del quinto livello del Ccnl Multiservizi per tutta la platea dei lavoratori. «Si tratta di un risultato importante, che oltre a riconoscere la mansione di operai specializzati polivalenti, prevede l’erogazione di un’indennità di reperibilità di 75 euro - aggiungono Aiello e Mandalari -. È stato raggiunto grazie anche alla unitarietà e determinazione dei lavoratori che sono rimasti compatti fino alla fine della trattativa, riuscendo ad ottenere anche il buono pasto di 8 euro al giorno».

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