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A PALAZZO RISO

A Palermo l'installazione di Campagnolo e Biondo

ROMA. Esili cascate di colore e luce, arazzi iridescenti dai baluginii metallici o, al contrario, rutilanti di cromie sfacciate e assordanti: è la grande installazione ambientale di Paolo Campagnolo e Salvo Biondo, idealmente ispirata alla tradizione popolare del carretto siciliano, allestita da oggi negli spazi di Palazzo Riso.

Le articolate geometrie cromatiche, con cui l'antico mezzo di trasporto è decorato, si traducono nell'opera in un «percorso evocativo», in grado di rielaborare in chiave innovativa quel linguaggio espressivo legato al passato e facendone riemergere
una straordinaria carica energetica.

Intitolata 'Il Suono del Colore', l'opera dei due artisti (il cui sodalizio, costellato da una produzione internazionale, è attivo da quasi 25 anni), rientra nel progetto del Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea denominato 'Il Carretto. Eccellenza culturale dell'identità siciliana', che ha lo scopo di rendere omaggio a un patrimonio espressivo in cui le storie e le vicende epiche venivano rese comprensibili per il popolo come in una sorta di notiziario o un quotidiano.

«Il Polo di Arte Moderna Contemporanea - dice infatti la direttrice del Museo Riso Valeria Li Vigni - vuole creare un sistema di rimandi interni, tra gli istituti museali e dilatare i confini a Villarosa a Bagheria, nell'ottica di valorizzare il patrimonio culturale del Museo Interdisciplinare di Palazzo d'Aumale, che espone una ricca collezione di carretti, che rappresentano un bene da tutelare e di grande attualità se interpretato in un'ottica contemporanea».

«Il progetto attraverso l'installazione 'Il suono del colore' degli artisti Paolo Campagnolo e Salvo Biondo a Palazzo Riso - prosegue - sviluppa dunque uno stimolante raffronto, che parte da un'analisi attenta delle geometrie cromatiche del carretto, per riportarle in una perfetta armonia tra materiali nuovi e nuovi effetti cromatici»

L'opera, che è stata realizzata negli spazi intorno al bookshop di Palazzo Belmonte Riso, in modo da essere vista sia di giorno sia di notte, indaga il particolare linguaggio simbolico del colore «fatto anche - spiega la critica d'arte Roberta Civiletto - di suggestioni che non provengono dalla sola osservazione razionale».

L'idea ispiratrice è appunto quella secondo cui «i colori fanno parte degli elementi attraverso i quali i sensi apprendono la realtà», ma al tempo stesso «possiedono, esplicano e manifestano anche altre funzioni non solo connesse all'ambito visivo e sensoriale», trasformando la percezione del fenomeno cromatico in un'esperienza interiore.

Che si palesa pienamente nell'installazione ambientale ideata da Campagnolo e Biondo, dove pareti e pavimentazione di una grande sala sono state interamente rivestite da una tela stampata, riproducente le composizioni geometriche che caratterizzano le sponde del carretto siciliano.

Qui, racconta la Civiletto, si sovrappongono grandi arazzi tridimensionali di diversa altezza, pendenti dall'alto: esili strisce verticali, alcune delle quali cadenti morbide fino al suolo, che si alternano ad altre, disposte lungo il percorso quali quinte sfalsate o fondali teatrali.

I pannelli tessili, prosegue, sono costituiti «da innumerevoli tasselli di tela, recisi e sagomati manualmente, sovrapposti e fissati a cucito, dipinti con colori primari e pigmenti, tinte iridescenti dall'effetto metallico, sottoposti a combustione o trattati con acidi», al fine di raggiungere nuove nuance cromatiche, con marcati effetti a rilievo e chiaroscurali.

«L'intervento pittorico che elaborano gli artisti è frutto di un lungo processo quasi alchemico, in cui la resa finale è affidata alla trasformazione stessa del colore».

Sul retro di strisce e arazzi, scritti a pennello, figurano dei brani di Goethe, poesie e riflessioni sul tema del colore, a completare l'intento riuscito dei due artisti alla ricerca di «un rapporto d'interazione capace di spingere al di là lo sguardo, fino a generare un'atmosfera magica, nella quale i colori emanano una carica energetica e ciascuno, con la sua vibrazione, sollecita la mente di chi guarda, influenzandone gli stati d'animo».

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