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«Corruzione nella sanità», l’ammissione del cardiologo: presi quei soldi, non dovevo

L’indagato Giuseppe Migliore era uno dei più apprezzati emodinamisti del mondo: ha accettato piccole somme per viaggi e congressi in cambio di favori a un’azienda

Travolto da un’accusa di corruzione che rischia di macchiare la sua carriera, Giuseppe Migliore ha scelto di fermarsi da solo. Il cardiologo di Villa Sofia, premiato negli anni scorsi a Chicago come miglior specialista del mondo per l’approccio all’angioplastica, ha comunicato spontaneamente la sospensione da ogni attività clinica.

Una decisione non irrilevante agli occhi del giudice per le indagini preliminari Paolo Magro che, nella sua ordinanza, ha sottolineato come l’indagato abbia ammesso di avere ricevuto denaro dichiarando di esserne «profondamente pentito, tanto da avere, immediatamente, deciso di sospendere la propria attività lavorativa».

Un’iniziativa che ha avuto un peso nella scelta di applicare per un anno la misura interdittiva dell’esercizio dell’impresa e degli uffici direttivi delle persone giuridiche (il divieto di esercitare temporaneamente la propria professione, un provvedimento cautelare personale meno afflittivo rispetto alla custodia in carcere chiesta dal pm.

Al centro delle indagini condotte dalla Squadra mobile c’è la So.Gi. Medical, specializzata nella distribuzione di impianti e dispositivi sanitari, che avrebbe corrotto medici e funzionari per indirizzare le forniture in proprio favore.

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