
«Nel corpo trafitto di Sara piangiamo il destino dell’umanità quando essa sceglie la violenza, la morte. Non ci sono parole per consolare lo strazio dei suoi cari genitori. L’intera famiglia umana oggi piange Sara». Così l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, sull'omicidio di Sara Campanella, l’universitaria di 22 anni uccisa a Messina due giorni fa da un collega, Stefano Argentino, 27 anni.
«Chiunque è violento - aggiunge - non sa che la violenza ha la forza distruttiva di una bomba all’idrogeno: provoca una deflagrazione a cascata. Non abbiamo altre parole da proferire a chi vive questo dolore straziante. Ma il cuore di Cristo attende anche il dolore - che deve essere dilaniante - e il pentimento, a caro prezzo certamente, di coloro che provocano violenza. La nostra ribellione, la nostra condanna si ferma. Pensiamo a quel verso, citato da Francesco Carnelutti, che fu scritto per placare dei cuori distrutti dal dolore di fronte ai loro carnefici: "Vedo nei tuoi occhi tutta la mia possibilità di male". La violenza, ogni forma di violenza, per qualsiasi motivo si scateni, è sempre un fallimento che riguarda tutti. Solo l'amore è garanzia di bellezza».
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