Gli occhi sono puntati al cielo, nella speranza che piova molto di più, perché «se non sarà così, considerando i volumi invasati nelle dighe, in estate i produttori del distretto avranno serie difficoltà, più dell’anno scorso». I bacini in questione sono il Garcia nel Palermitano e l’Arancio nell’Agrigentino, che servono anche la provincia trapanese. Le aziende, invece, sono soprattutto, «ma non solo», quelle che coltivano olive da mensa e «che senza acqua rischiano di ripetere l’ammanco registrato nel 2024 a causa della siccità, pari al 50% della media storica». Parole e numeri del direttore di Coldiretti Trapani, Santo Di Maria, che evidenzia in rosso anche altre cifre. L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.