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La lite a Borgo Nuovo e i colpi di pistola, inflitti dieci anni a due imputati

Il giudice ha deciso col rito abbreviato, quindi senza lo sconto di un terzo della pena i due avrebbero preso poco meno di 15 anni

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia, ha condannato a dieci anni di carcere Giuseppe Guttuso, di 33 anni, e Pierpaolo Davì, di 37, imputati del tentato omicidio di Vincenzo Crivello, 41 anni, un pregiudicato che fu ferito a una gamba a colpi di pistola.

Il giudice ha deciso col rito abbreviato, quindi senza lo sconto di un terzo della pena i due avrebbero preso poco meno di 15 anni.

La vicenda risale alla sera del 22 maggio scorso, quando, nella zona di viale Michelangelo, nel capoluogo siciliano, dopo un breve inseguimento una Fiat 500 affiancò la Land Rover bianca guidata da Crivello, a bordo della quale c'era pure il figlio ventunenne dell’obiettivo della spedizione punitiva.

Dalla prima auto furono sparati quattro colpi di pistola e uno raggiunse Crivello alla coscia destra. Ciò nonostante il Suv fuggì a folle velocità e riuscì a seminare la Fiat: il ferito arrivò al presidio territoriale di emergenza di Carini ma i medici ritennero necessario il suo ricovero e un intervento chirurgico a Villa Sofia. All’origine di tutto una lite a Borgo Nuovo, poi la fuga, le pistolettate e infine il tentativo di uccidere Crivello.

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