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Scuola, venerdì protesta a Palermo tra mancate assunzioni e no all'obbligo vaccinale

A Palermo il mondo della scuola torna in piazza venerdì per una protesta, indetta dai Cobas, scattata per chiedere il rinnovo immediato del contratto collettivo nazionale. La manifestazione scatterà alle 9.30 da piazza Castelnuovo.

"Dopo decenni di tagli alla scuola e due anni di emergenza, l’esecutivo Draghi prosegue, in linea con i governi precedenti, nell’attacco al diritto all’istruzione e ai lavoratori/trici della scuola. Infatti, nonostante l’enorme disponibilità di fondi europei, le scelte economiche del governo Draghi mettono nero su bianco, nel PNRR e nel disegno di legge di bilancio 2022, la persistente volontà di finanziare l’istruzione pubblica al di sotto della media OCSE (-24 miliardi) e umiliarne il personale", si legge dal comunicato dei Cobs.

Le proposte salariali per il rinnovo del contratto, scaduto nel 2018 e con stipendi sostanzialmente fermi al 2008 e che i Cobas definiscono "ridicole", una "sorta di premio di fedeltà che richiama alla mente il passato ventennio. Non c’è la necessaria stabilizzazione del personale precario, docente e ATA. Manca la  riduzione strutturale del numero di alunni/e per classe, così come manca un piano reale di intervento, immediato e protratto nel tempo, per risanare e mettere a norma gli edifici scolastici. Non ci sono reali interventi sulla sicurezza, specie in pandemia, ma assistiamo all’indegno balletto di circolari contrastanti su contagi e quarantene".

C’è però, si legge sempre nella note, il disegno di legge sull’Autonomia regionale differenziata che spezzerebbe il sistema nazionale d’istruzione e che è ora allegato alla Legge di bilancio.  E in ballo c'è anche l'obbligo vaccinale.  "In questo contesto il governo cerca di mascherare le proprie carenze rovesciando su docenti e ATA provvedimenti contraddittori e assurdi: da un lato allenta le misure anticovid nelle scuole (distanziamenti, tracciamenti, quarantene, ecc…) dall’altro impone la vaccinazione obbligatoria per una categoria che è già vaccinata al 95% e lavora in presenza con una massa di persone, studenti e studentesse, non vaccinate né controllate! Fermo restando che noi riteniamo la campagna di vaccinazione e la sospensione dei brevetti sui vaccini strumenti molto importanti, anche se non unici, per combattere la pandemia, consideriamo la vaccinazione obbligatoria per docenti ed Ata un errore, visto che, applicato a lavoratori/trici viola il diritto al lavoro e al reddito mentre se lo si volesse applicare a studenti e studentesse, violerebbe il diritto all’istruzione".

 

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