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OPERAZIONE ARALDO

Arresti per mafia e usura, un prestanome per sfuggire alla confisca del bar di Villabate

Un bar dove si smistavano i pizzini per Bernardo Provenzano, quando si nascondeva nella zona di Bagheria. E si svolgevano summit di mafia. Per questo motivo l’Antica caffetteria Santa Rosalia di piazza Figurella, nel centro di Villabate, già una quindicina di anni fa era entrata nel mirino degli investigatori e in parte sequestrata nell’ambito di un’indagine contro la cosca di Villabate Adesso lo stesso locale è stato di nuovo sequestrato: secondo gli inquirenti il proprietario ombra, Nicolò Rizzo, già condannato per mafia con sentenza definitiva, era riuscito a eludere la misura patrimoniale grazie alla complicità di uno degli arrestati della retata di ieri, Vincenzo Di Salvo. Ci sarebbe stato però l’interessamento di un altro personaggio ritenuto dall’accusa di notevole spessore, Francesco Caponnetto, arrestato tre anni fa, con l’accusa di far parte della cosca del paese.

La  storia emerge nell'ambito del blitz di oggi (Operazione Araldo) su mafia e usura e viene raccontata dal Giornale di Sicilia in edicola domani, 21 settembre. All'operazione dei carabinieri e della guardia di finanza il Giornale di Sicilia dedica domani tre pagine.

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