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LE INDAGINI

"Pressioni a Belmonte": così la mafia gestiva i turni degli operai forestali

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Un frame delle intercettazioni video e nel riquadro Salvatore Tumminia

Aveva raccolto l'eredità di Filippo Bisconti, arrestato nel 2018, ma Francesco Salvatore Tumminia aveva stravolto le strategie al vertice della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno. Arrestato oggi nell'operazione antimafia, l'attuale capo riusciva a gestire il servizio degli operai forestali, favorendo alcuni di loro con turni più agevoli.

"Facendo pressione su alcuni funzionari - dice Gaetano Borgese, comandante della terza sezione del Nucleo Investigativo dei carabinieri - che avevano un ruolo di vertice sul resto dei dipendenti imponeva loro i turni di servizio, la composizione delle squadre, in modo tale che i lavoratori più disponibili e più vicini a lui fossero più favoriti".

Per chi era vicino ai boss quindi venivano riservati i lavori meno duri e una certa libertà per restare a disposizione del capo famiglia. "Tumminia - aggiunge - andava addirittura al cantiere della Forestale non avendo alcun titolo e imponeva al responsabile ogni suo volere facendo pressioni grazie alla sua posizione di vertice nel sodalizio".

Colpo alla mafia di Belmonte, i nomi e le foto degli arrestati

Mauro Carrozzo, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Palermo ha detto: "E' stata la collaborazione di Filippo Bisconti, che generò un cambio nella gestione delle risoluzione delle controversie interne alla famiglia mafiosa di Belmonte. Con la presenza di Bisconti, infatti, a Belmonte non si registravano fatti di sangue. Tutte le controversie, venivano risolte dalla diplomazia criminale. Con l'arresto e la collaborazione del boss c'è stato un cambio tanto che Belmonte Mezzagno è stato teatro di tre gravi fatti di sangue a gennaio l'omicidio Greco a maggio l'omicidio del commercialista Di Liberto e a dicembre il tentato omicidio di Giuseppe Benigno che è stato arrestato con l'accusa di associazione mafiosa".

Anche se a Tumminia non sono stati contestati gli omicidi o il tentativo di omicidio è evidente, aggiunge Carrozzo, che "questi fatti sono collegati da una matrice mafiosa. E possibile ricondurre gli omicidi e il tentato omicidio a una gestione dell'articolazione mafiosa più violenta rispetto alla reggenza di Bisconti".

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