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DOPO LA POLEMICA

Da giugno taser a tutte le forze dell'ordine: via libera a Palermo e Catania

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A partire da giugno arriva in dotazione delle forze dell'ordine la pistola elettrica sia Palermo che a Catania. A stabilirlo il ministro dell'interno Matteo Salvini.  La sperimentazione del taser è stata esaminata al Viminale durante il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, a cui hanno partecipato i vertici nazionali delle forze di polizia e dell'intelligence.

Dallo scorso 5 settembre partì la sperimentazione a Palermo e Catania insieme alle città di Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi e Genova.

Su 60 interventi, 47 si sono risolti con la semplice estrazione dell'arma o con l'attivazione del "warning arc", mentre nei restanti 13 il soggetto è stato colpito.

Matteo Salvini, presidente del comitato nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblica, ha reso noto quante volte è stato usato 60 volte: 46 da personale della polizia di stato; 11 da personale dell’arma dei carabinieri; 3 da personale della guardia di finanza.

A Palermo lo scorso dicembre montò la polemica sull'uso dei taser da parte della polizia municipale e delle altre forze dell'ordine a Palermo. Da una parte ci fu chi sostenne che il taser fosse uno strumento di tortura, dall'altro le forze dell'ordine, e alcuni cittadini, chiesero che al più presto che il taser potesse entrare in uso.

Ma proprio il Consiglio comunale di Palermo approvò la mozione per dire "no" alla dotazione e all’utilizzo in via sperimentale del taser alla polizia municipale. Tra i primi  firmatari, Giusto Catania, capogruppo di Sinistra Comune e Fabrizio Ferrandelli, capogruppo dei Coraggiosi.

Gli agenti di polizia penitenziaria siciliani invocarono l'uso del taser per difendersi soprattutto all'interno delle carceri. Giusto Catania, allora consigliere comunale di Sinistra comune e oggi assessore comunale all'Urbanistica ribadì che il taser fosse uno strumento di tortura: "La ditta produttrice di tali dispositivi non ha alcun titolo morale per criticare un’istituzione prestigiosa come il Consiglio comunale di Palermo il quale, a grande maggioranza, ha deliberato che la polizia municipale della città non avrà in dotazione il taser che, nel mondo, ha causato centinaia di morti - spiega Catania-. La Axon enterprise non è un’organizzazione di benefattori ma una multinazionale della sicurezza privata e monopolista nella produzione di taser. Si metta il cuore in pace: la città di Palermo non contribuirà ad incrementare i suoi fatturati miliardari perché il Consiglio comunale ha deciso che la polizia municipale non avrà in dotazione simili strumenti”.

 

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