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Delitto Fragalà, parla il "pentito" Lombardo: "Ucciso perché aiutava i clienti"

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L'avvocato Enzo Fragalà

«Aiutava i clienti senza via d'uscita facendoli patteggiare con la giustizia», un «avvocato sbirro», secondo gli ambienti di cosa nostra. Sarebbero questi i motivi che avrebbero portato al pestaggio e dunque all'omicidio di Enzo Fragalà, ucciso la sera del 23 febbraio 2010 a Palermo. A raccontare questa versione dei fatti è Andrea Lombardo, figlio del boss di Altavilla Milicia oggi collaboratore di giustizia. La notizia è riportata in un articolo di Riccardo Arena sul Giornale di Sicilia in edicola.

Lombardo rivela le notizie che avrebbe appreso in carcere sul delitto e sugli sfoghi di Paolo Cocco. Quest'ultimo, secondo il pentito, avrebbe voluto rendere dichiarazioni spontanee per chiarire la propria posizione sull'omicidio Fragalà, ma poi era stato dissuaso e si era fermato. Il suocero stesso, Salvatore Ingrassia, la figlia (moglie di Cocco) e il difensore gli avrebbero fatto cambiare idea.

Anche ieri, mentre Lombardo deponeva davanti alla prima sezione della corte d'assise, nel processo per l'assassinio del penalista, Cocco ha chiesto giustappunto di fare dichiarazioni spontanee. Per poi cambiare idea. Anche stavolta.

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