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L'INCHIESTA

Caso Tutino, chiesti 8 mesi per una paziente: "Falsa testimonianza"

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PALERMO. Ha continuato a negare, nonostante le prove portate dai pm e le ammissioni di altri pazienti che si sono sottoposti a interventi di chirurgia estetica a Villa Sofia. Per questo motivo il pm Luca Battinieri ha chiesto la condanna a otto mesi di carcere (con il rito abbreviato) per Alessia Di Blasi, accusata di falsa testimonianza e finita nell’inchiesta al primario Matteo Tutino.

Per il medico è stato chiesto il rinvio a giudizio, così come per l'ex manager dell'ospedale palermitano, Giacomo Sampieri; Damiano Mazzarese, dirigente del dipartimento di Anestesia e rianimazione dell'azienda ospedaliera; Maria Concetta Martorana, ex direttore sanitario; Giuseppe Scaletta, ispettore della Digos, e la moglie genetista, Mirta Baiamonte. Il processo si svolge davanti al gup Nicola Aiello.

Secondo l'accusa, Tutino, avrebbe dirottato i pazienti in ospedale, scavalcando il centro di prenotazione e le liste di attesa. Si sarebbe fatto pagare per operazioni che non avrebbe potuto eseguire in ospedale, falsificando le cartelle cliniche. Oltre alla truffa, ci sono gli abusi d'ufficio: quelli che avrebbe commesso assieme all'ex commissario Sampieri per evitare che si completasse l'iter del procedimento disciplinare aperto a suo carico quando da Palermo si era trasferito a Caltanissetta e quello che ha avuto come "vittima" Francesco Mazzola.

Nell'inchiesta sono coinvolti l'ispettore Scaletta, e la sua compagna, la biologa Baiamonte. Rispondono di tentato abuso d'ufficio. Il troncone dell'inchiesta è quello sulla "banca dei tessuti" a Villa Sofia. Secondo gli inquirenti, Tutino avrebbe stretto un accordo con l'Ivf mediterranean centre della biologa e il marito si sarebbe dato da fare affinché l'affare della banca dei tessuti andasse in porto al più presto, ma il progetto fu bloccato in assessorato perché il partner bisognava sceglierlo con una gara pubblica. “Questa Borsellino – ha detto in un’intercettazione Scaletta, come ribadito oggi dal pm in aula – andrebbe presa a timpulate (schiaffi, ndr)”. Il gup deciderà sull’abbreviato  sul rinvio a giudizio l’1 luglio.

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