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OPERAZIONE BLACK CAT

Estorsioni, intimidazioni, auto bruciate: così agivano i clan delle province

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TRABIA.  I boss facevano ricorso ad intimidazioni dirette, con furti o danneggiamenti, quando gli imprenditori cercavano di resistere alle richieste di pizzo. In questi anni le indagini dell'operazione "Black Cat", portata avanti dai carabinieri del comando provinciale e che ha portato all'arresto di 33 persone tra Trabia e San Mauro Castelverde, hanno fatto luce su incendi e intimidazioni nei confronti di imprenditori che si erano aggiudicati appalti o che volevano avviare nuove attività economiche di rilievo nell'area. Per poter lavorare in pace, l'unico metodo possibile per "evitare guai" era quello di sottostare ad un certo tipo di regole.

Per proseguire l'attività infatti, spiegano gli inquirenti, era necessaria la "messa a posto" con le buone o le cattive. Quattro le estorsioni ricostruite nel corso delle indagini: la prima ad un imprenditore titolare di concessioni edilizie per la costruzione di alcune villette in contrada "Sant'Onofrio" di Trabia. La seconda ad un'impresa edile impegnata nei lavori per la realizzazione di un istituto scolastico a Termini Imerese. La terza ad un'impresa, aggiudicataria dei lavori di riqualificazione dell'ex cinema "Trinacria" del comune di Polizzi Generosa. La quarta nei confronti di una ditta edile aggiudicataria di un appalto pubblico, per un importo complessivo di circa trecentomila euro, per la ristrutturazione di un immobile denominato "Ex Carcere", nel comune di Castelbuono.

Se gli imprenditori non accettavano la "messa a posto" venivano incendiati i mezzi. Come nel maggio 2012, in contrada "Granza" di Sclafani Bagni, quando furono incendiati e completamente distrutti quattro trattori e un bobcat parcheggiati all'interno di uno dei capannoni dell'azienda di proprietà di due imprenditori agricoli. Anche le amministrazioni comunali erano nel mirino, come quella di Cerda, dove il 30 ottobre 2012 furono incendiate le autovetture dell'allora sindaco Andrea Mendola "colpevole" di non avere agevolato gli interessi e l'attività dei boss mafiosi.

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