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PALERMO

Streaming all'università, Lagalla: verifiche sull'andamento delle lezioni

PALERMO. Una cabina di regia per monitorare l'andamento delle lezioni all'università di Palermo e una verifica puntuale delle criticità che sono state segnalate in questi giorni, "limitate - dice il rettore Roberto Lagalla - a soli due episodi alla luce di quanto appurato oggi". Così si è conclusa la riunione convocata da Lagalla con i presidenti e i responsabili dell'organizzazione didattica delle cinque Scuole dell'ateneo.

I due episodi accertati riguardano il mancato funzionamento del collegamento streaming in un'aula di Medicina e il sovraffollamento in un'aula del corso di Scienze politiche e relazioni internazionali dove, per un errore di comunicazione interna, non era stato segnalato al responsabile della didattica il raddoppio del numero di studenti, dovuto all'accorpamento di due classi in quella lezione. Due episodi "credo fisiologici nell'avvio di un anno accademico che coinvolge migliaia di studenti - dice il rettore - che però non fanno abbassare la guardia sul controllo dell'andamento delle lezioni e della loro distribuzione nelle diverse fasce orarie".

Lagalla ha inviato una lettera a tutti i docenti chiedendo massima collaborazione e attenzione alle esigenze degli studenti. Si è passata al setaccio, Scuola per Scuola, la disponibilità di aule dei corsi di laurea, l'organizzazione della didattica, gli eventuali problemi tecnici. A Medicina è stato ripristinato il collegamento in streaming con l'aula dove non funzionava bene. Le lezioni in streaming si sono rese necessarie dopo che il numero di studenti, fissato a 300, si è quadruplicato a causa dei ricorsi al Tar sui test nazionali. Questione che è stata affrontata l'anno scorso con le matricole e che adesso si è riproposta al secondo anno di corso, frequentato da 1.200 ragazzi disposti in cinque aule. Il problema si è posto in una delle aule, l'unica non cablata. Soluzione, quella della videoconferenza, adottata per garantire a tutti la formazione con gli stessi docenti titolari di cattedra, come peraltro richiesto da numerosi studenti l'anno scorso. L'alternativa sarebbe quella di reclutare altri docenti, con incarichi a contratto. (ANSA).

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