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LA STORIA

Appartamenti pagati al «mafioso»: adesso i proprietari restano senza tetto

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Le case in via Villagrazia realizzate da Pietro Lo Sicco a cui sono stati confiscati i beni. Gli inquilini: avevamo dato il denaro senza poter definire i contratti
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Gli appartamenti di via Villagrazia

PALERMO. Due famiglie hanno già perso l’appartamento all’asta, altre sei rischiano la stessa, drammatica, sorte. Abitazioni regolarmente pagate, denunciano i proprietari, i cui contratti di acquisto dal notaio però non si sono mai potuti perfezionare. La casa, il sogno di ogni famiglia. Preliminare firmato, soldi versati, ma i guai giudiziari del costruttore hanno trasformato tutto in un incubo. Che per una ventina di famiglie si trascina ormai da quasi trent’anni.
Siamo in via Villagrazia 134, a Falsomiele, nel complesso di palazzine costruito alla fine degli anni Ottanta da Pietro Lo Sicco, condannato per mafia, oggi libero, a cui è stato messo sotto chiave un patrimonio milionario composto da centinaia di immobili anche nella zona dell’ospedale Civico, a Cruillas e in piazza Leoni.

Appartamenti e magazzini venduti dalla Frida Costruzioni Srl, ditta amministrata fino al 2012 proprio da Lo Sicco, adesso in liquidazione, le cui quote sociali sono state confiscate definitivamente nel 2008. I proprietari che hanno acquistato prima che scattasse la misura di prevenzione ora sono con il fiato sospeso. A Falsomiele, come in altre zone della città.

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