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INDAGINI A PALERMO

Uccisa e bruciata a San Giuseppe Jato,
arrestate altre due persone

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In manette Antonino Caltagirone, 32 anni, e il padre Vincenzo, di 72, perchè avrebbero partecipato all'omicidio di Concetta Conigliaro, la donna uccisa e bruciata nelle campagne di San Cipirello. Per quell'omicidio era stato arrestato il marito Salvatore Maniscalco
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PALERMO. I carabinieri hanno arrestato Antonino Caltagirone 32 anni, e il padre Vincenzo 72 anni, perchè avrebbero partecipato all'omicidio di Concetta Conigliaro, la donna uccisa e bruciata nelle campagne di San Giuseppe Jato. Per quell'omicidio era stato arrestato il marito Salvatore Maniscalco.

I provvedimenti sono stati emessi dal Gip Lorenzo Matassa, su richiesta dei pm Gialuca De Leo e Ilaria De Somma. I Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Palermo, sono risaliti ad Antonino Caltagirone 32 anni, e il padre Vincenzo 72 anni, grazie alle analisi dei tabulati telefonici. I contatti subito dopo il delitto erano sempre più fitti tra il marito e i due Caltagirone.

L’analisi delle celle agganciate dai telefoni dei Caltagirone ha inoltre evidenziato, nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa, diversi passaggi nell’area dove poi sono stati trovati i resti. Nel corso delle perquisizioni i militari avevano trovato a casa dei Caltagirone delle taniche uguali a quella trovate in contrada Giambascio, dove è stato trovato il corpo carbonizzato della donna. Anche il fusto metallico sarebbe stato recuperato dai due uomini arrestati.

Tra l'altro un dettaglio non marginale secondo i militari. Tra i resti ossei della donna c'erano anche delle immagini sacre. Immagini trovate in casa dei due uomini. Secondo i militari non le avrebbe messe il marito che non è cattolico, ma professa la chiesa evangelica.

Salvatore Maniscalco, marito di Concetta Conigliaro, la donna uccisa e bruciata nelle campagne di San Cipirello, è cugino di Antonino e nipote di Vincenzo Caltagirone, accusati di essere complici nell'omicidio e di aver occultato il cadavere della vittima. I tre lavoravano insieme nella raccolta e smaltimento di rifiuti ferrosi. Determinante alla soluzione del caso, spiegano i carabinieri è stato l'apporto concreto e collaborativo della legale della vittima, Maria Grazia Messeri, che ha fornito un quadro dettagliato ed attendibile sul rapporto deteriorato tra i due coniugi e i vari incontri "pacificatori" che la Conigliaro avrebbe avuto con il marito anche alla presenza dello zio e del cugino.

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