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Dybala rifiuta l'azzurro: "Grazie a Conte, ma io sogno di giocare con Messi e la mia Argentina"

Il numero nove rosanero spiega i motivi del no all'Italia e si "coccola" Iachini

PALERMO. «Non potrei difendere i colori di un altro paese». L'attaccante del Palermo Paulo Dybala taglia corto sulla possibilità di giocare con la maglia Azzurra e precisa di aspettare una convocazione dalla sua Argentina, per avverare così un «sogno» che culla «da sempre»: poter giocare con Lio Messi.    In una lunga intervista ad Olè con diversi riferimenti al calcio italiano, Dybala sottolinea di essersi impegnato duramente per molto tempo proprio per avere la possibilità di giocare in nazionale: in quella, precisa, dell'Argentina guidata dal 'Tatà Martino, che di recente non ha appunto escluso di chiamarlo. Il punto chiave sulla 'Seleccion' è quindi attendere un'eventuale convocazione e giocare con Messi: «Per me sarebbe una 'locurà poter per esempio alzare la testa in campo, vederlo e dargli un passaggio...».

In attesa che questa 'follià diventi realtà, Dybala pensa all'Italia e ringrazia il ct del Palermo, Giuseppe Iachini: «Con lui sono sempre stato titolare e per di più mi fa giocare liberamente, cercando diagonali e dandomi responsabilità in attacco».    Alla domanda su quali sono i difensori italiani più difficili, i nomi sono quelli di «Vidic, Alex e Albio»: «non dico di tremare - scherza Dybala - ma sono complicati, anche se dalla mia parte ho la velocità».    Quanto al futuro, c'è la sirena Arsenal: quelle di un interessamento «per ora sono notizie dei media, niente di concreto. Certo, che si parli di me mi riempie di orgoglio. Giocare nell'Arsenal e nella Premier League sarebbe incredibile. Sono tuttavia consapevole che la mia realtà è il Palermo».    Tornando alla nazionale argentina, l'ex giocatore dell' Istituto non nega infine il fatto che nell'attacco della 'Seleccion' la concorrenza è notevole: «Grazie a Dio abbiamo Tevez, Higuain, Aguero, Icardi, Di Franco, tra gli altri. Ma io non 'desesperò, sono giovane e se faccio le cose come si deve, capiterà».

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