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Sbarcano a Palermo 415 migranti: tra loro anche 11 neonati

Palermo, Archivio

PALERMO. È arrivata a Palermo e si trova in rada la nave mercantile Apageon di nazionalità Maltese con a bordo 415 migranti soccorsi nei giorni scorsi nel canale di Sicilia. É iniziato il trasbordo dalla nave con le motovedetta della Capitaneria di Porto.  Sono di nazionalità egiziana, sudanese, palestinese, siriana. Tra loro ci sono 229 uomini, 76 donne. Di queste due sono gravide. Infine 97 minori di questi 11 sono neonati. Ad accoglierli la task force voluta dal prefetto di Palermo Francesca Cannizzo a cui partecipano l'azienda sanitaria di Palermo, la Croce Rossa, il 118 , la polizia e la Caritas di Palermo.


«Continuiamo ad assistere - ha detto il sindaco Leoluca Orlando - ad un dramma umano che lascia indifferente e insensibile soltanto l'Europa capace di lasciare da sole le amministrazioni locali siciliane di fronte ad un problema inequivocabilmente di carattere europeo». «Per questo, come presidente di Anci Sicilia - aggiunge - ribadisco che chiederò un'audizione al commissario europeo per l'immigrazione e alla commissione competente per evidenziare questa drammatica situazione che si trovano a vivere quotidianamente i Comuni e l'assoluta centralità della Sicilia
in questa emergenza umanitaria».


A BORDO 18 MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI. Sono 18 i minori stranieri non accompagnati sbarcati dal mercantile Apageon di nazionalità maltese giunto oggi nel porto di Palermo. Sono stati presi in carico dall'amministrazione comunale e sistemati presso alcune strutture di accoglienza cittadine. 
«Ad oggi sono circa 400 - ha detto l'assessore alle Attività Sociali, Agnese Ciulla a capo dell'Ugem, l'Unità per la gestione delle competenze comunali relative all'emergenze migranti, i minori stranieri non accompagnati arrivati a Palermo negli sbarchi che si sono avvicendati. Auspichiamo che le nuove modalità di accoglienza di questi ragazzi provenienti da zone spesso in guerra siano finalmente operative in modo da fuoriuscire dall'emergenza e rientrare in una modalità di gestione ordinaria che permetterebbe di programmare interventi mirati».

© Riproduzione riservata

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