IL CASO

Biologa palermitana "rifiutata" a Pordenone, Lagalla: "Siamo stupefatti"

"Dispiace e lascia stupefatti che ancora oggi possano prevalere arcaici pregiudizi sulla provenienza geografica di giovani studiosi italiani, tanto da inficiare una valutazione che dovrebbe basarsi esclusivamente sul merito. Quello avvenuto è certamente un episodio increscioso, nel merito del quale non posso che esprimere grande tristezza". L'assessore all'Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, commenta così la vicenda riguardante la biologa Erminia Muscolino, specializzanda in biotecnologia e medicina molecolare, respinta dall'Istituto tumori Cro di Aviano.

"Questo perché in Sicilia, alla pari di altre regioni del nostro Paese, formiamo professionisti di indubbia qualità che spesso, per mancanza di opportunità lavorative in loco, sono costretti a lasciare la nostra Regione, - prosegue - andando ad arricchire capitale umano delle regioni del Nord".

"Certo che l'Istituto in provincia di Pordenone abbia perso un'opportunità ed una risorsa che probabilmente avrebbe potuto rivelarsi preziosa - conclude - per quella struttura, auguro ad Erminia di raggiungere i suoi obiettivi professionali, proseguendo il suo percorso formativo sempre con lo stesso impegno ed entusiasmo e facendo così onore a Palermo e alla Sicilia".

"Sono profondamente sconcertato per la notizia secondo cui una biologa palermitana avrebbe visto cestinare il suo curriculum dall’Istituto Tumori Cro di Aviano perché, appunto, palermitana. Dalle email inviate per errore alla donna in cerca di lavoro emergerebbe una discriminazione delle più becere e retrograde, che getta un’ombra pesante sul funzionamento della sanità italiana». Lo dice Giorgio Trizzino, deputato siciliano del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari sociali alla Camera. "Le frasi contenute in quelle email sono gravissime ed offensive, ma mi auguro che quanto ha già dichiarato l’istituto in merito alla vicenda, escludendo categoricamente il fattore della provenienza geografica dai criteri di selezione del personale, corrisponda al vero. Il centro friuliano, tra l'altro, è un centro pubblico, che riceve finanziamenti dallo Stato. Proprio nella legge di Bilancio da poco approvata abbiamo destinato agli Irccs (di cui l’Istituto Cro di Aviano fa parte) della rete oncologica 5 milioni di euro. Sarebbe scandaloso se al suo interno lavorassero persone che fanno selezioni del personale con criteri indegni di un Paese evoluto", prosegue Trizzino.

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