TEATRO

Palermo, le detenute diventano attrici: al Biondo lo spettacolo "In stato di grazia"

Rendere le donne detenute meno invisibili nella società, favorire il loro reinserimento sociale e la loro crescita personale. Sono queste alcune delle finalità dello spettacolo presentato oggi a Villa Niscemi, "In stato di grazia" che vede come protagoniste le donne detenute nel carcere Pagliarelli di Palermo. Lo spettacolo, ideato dalla compagnia Oltremura, diretta da Claudia Calcagnile, è ispirato al testo "La lunga vita di Marianna Ucrìa" di Dacia Marain e andrà in scena il 20 dicembre alle ore 21 in un'unica data.

“Una storia di libertà e liberazione di una donna e, al tempo stesso, una storia di socializzazione possibile, tutto questo costituisce lo sfondo a una straordinaria operazione di aiuto all’uscita dall’invisibilità delle donne detenute - ha detto il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando -. Recuperare con un protagonismo teatrale la visibilità di queste donne, che sono in qualche modo invisibili poiché recluse, è anche un modo per aiutarle nel processo di reinserimento e di crescita personale. Un’opera che è al tempo stesso artistica e sociale e che risponde alla visione “Pagliarelli è Palermo, Palermo è il Pagliarelli”, poiché all’interno dell’Istituto c’è tutto il bene e tutto il male presente in città. Cogliere questa dimensione di cittadinanza di donne invisibili, in questo caso è il merito di un’opera teatrale”.

“Lavoriamo nell’invisibilità, lo facciamo con grande passione e dedizione e avere la possibilità di portare In stato di grazia fuori dalle mura del penitenziario è il completamento ideale del percorso intrapreso in un luogo che spesso rimane lontano dagli occhi", ha detto Claudia Calcagnile in conferenza stampa. "Si tratta di un teatro di ricerca che mette al centro della scena la vita, nelle sue più inaccessibili sfaccettature - continua Calcagnile -. Il carcere diventa per noi quel luogo che ci permette di rinnovare il linguaggio e lavorare sui concetti di verità, urgenza e necessità. È per questo che il pubblico che viene a vederci sceglie di vivere un’esperienza potentissima, ricca di immedesimazione e di riflessione sulla propria esistenza”.

Lo spettacolo racconta la storia di una madre, Marianna, che piange la morte del figlio, il cui dolore risuona nelle parole delle performer in scena, che incarnano le qualità della donna. Un'opera teatrale che rappresenta un momento di verità e riflessione sulla condizione di queste donne.

 

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