La rivoluzione di Felipe Cardeňa contamina Palermo, mostra prorogata fino al 10 dicembre

La rivoluzione di Felipe Cardeňa contamina Palermo che risponde con una partecipazione straordinaria di oltre 1500 presenze in due settimane, che ha fatto decidere i curatori e la Extroart a prorogarla fino al prossimo 10 dicembre.

Un lavoro site specific presso l’Oratorio di Santo Stefano Protomartire, un monumento, gestito per venti anni dalla Extroart, in una piazza che in passato ospitava il Monte di Pietà nel cuore del quartiere del Capo, che oggi diventa lo scenario immaginario della grande rivoluzione culturale di Felipe Cardeňa.

Stoffe, collane, pizzi, merletti e singoli capi di abbigliamento, appesi alle pareti apparentemente in disordine, che invadono la nostra capacità visiva appena cerchiamo di mettere a fuoco gli sfavillanti quadri di Felipe.

Con la sua Swag Revolution, l’artista vuole celebrare la forza impetuosa dell’utopia e dell’immaginazione, con la tecnica a lui più congeniale, il collage, in cui mescola il già fatto, il già prodotto e il già visto, in una chiave del tutto inedita.

Giustappone figure, fiori, messaggi pubblicitari e simboli differenti, in cui non prevalgono né il senso né le gerarchie prestabilite. In bilico tra il kitsch popolare e quello colto, da cui si evince una profonda conoscenza della storia dell’arte, Felipe Cardeňa, riesce a creare un trait d’union fra le varie sfaccettature che le culture del mondo hanno saputo sviluppare, mettendo Ganesh e il Cristianesimo come facce della stessa medaglia. Il tutto enfatizzato da un allestimento che è riuscito a far dialogare la Madonna della Seggiola di Raffaello con la pittura vascolare greca, Papa Francesco con Mickey Mouse, l’etichetta dell’acqua Perrier con Mao e le batterie della Philips con Che Guevara.

Felipe Cardeňa mette in relazioni le diverse e molteplici declinazioni dell’opera d’arte, attraverso il suo lavoro che trae le linee guida dalla pop art in un luogo ideale, simbolico, con una forte matrice esoterica, dove consegna alla metafora il formulario concettuale che ne descrive i veri contenuti del progetto.

Felipe ci conduce in un mondo magico che contrasta le logiche poste dall’omologazione quotidiana, un luogo, dove il suo lavoro site specific abbraccia le diversità delle identità individuali e culturali, stimolando il visitatore ad interagire con l’ambiente circostante così da produrre un dialogo visivo e poetico per una crescita sociale altra che sono il giusto tramite per un nuovo progetto artistico.

“Il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo – dichiara la direttrice, Valeria Patrizia Li Vigni - con questa collaborazione con Extroart e l’Artista Felipe Cardeňa   dà un ulteriore contributo alla costruzione di una rete del contemporaneo che coinvolge realtà e istituzioni pubbliche e private della Sicilia. Un'apertura poetica e fisica del Museo Riso al nostro territorio, un modo per interagire con un pubblico sempre più variegato, al di fuori delle mura del Museo, per coinvolgere sempre più nuovi spazi di aggregazione tramite progetti culturali di respiro internazionale. Gli artisti del nostro Archivio SACS, Domenico Pellegrino e Laboratorio Saccardi, ne sono una valida testimonianza.

“Questo straordinario lavoro di Felipe Cardeňa -dichiara Ludovico Gippetto presidente della Extroart, trasmette all’occhio attento del visitatore una coabitazione non forzata, che nel suo eccesso di decorativismo cela proprio l’intenzione di offrire al pubblico una visione inclusiva, un sogno utopistico pacifista e globale, che tanto assurdo non è. L’artista ci conduce in un mondo magico che contrasta le logiche poste dall’omologazione quotidiana, un luogo, dove il suo lavoro Site Specific abbraccia le diversità delle identità individuali e culturali, stimolandoci ad interagire con l’ambiente circostante, così da produrre un dialogo visivo e poetico, che sono il giusto tramite del progetto artistico per una crescita sociale altra.“

 

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