Il Kouros ritrovato, opere di età greca in mostra a palazzo Branciforte di Palermo

In una domenica mattina di sole, dopo settimane di grande partecipazione di pubblico in una dimensione di rinnovata vitalità culturale di Palermo, è una gioia assistere ad una folla di persone accorse a Palazzo Branciforte per assistere alla discoperta di  quella che è certamente una “intuizione illuminata” ovvero l'assemblaggio del torso del kouros di Lentini e della Testa Biscari,  appartenuti a un’unica statua di età greca e ricongiunti oggi grazie al sostegno di Fondazione Sicilia con una operazione assolutamente trasversale, capace di andare al di là di appartenenze e competenze territoriali e burocratiche.

Le due parti erano state rinvenute in epoche diverse a Lentini in provincia di Siracusa e, successivamente, esposte separatamente a Siracusa al Museo archeologico Paolo Orsi e a Catania al Museo civico di Castello Ursino, ma la prima  affascinante intuizione sulla sintonia stilistica e formale dei due elementi  si deve al prof. Lorenzo Lazzarini, docente di petrografia applicata Università IUAV di Venezia.

La delicata operazione di ricostruzione, ha coinvolto un'équipe di esperti che ha permesso di raggiungere la certezza sull’unitarietà della statua, portando a compimento il meticoloso intervento conservativo, ed utilizzando studi di medicina ed anatomia insieme ad una altissima tecnologia ricostruttiva applicata ai materiali.

Il kouros ritrovato, questo il titolo dell’esposizione, curata dall’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sebastiano Tusa e visitabile sino al 13 gennaio 2019,  riporta l’attenzione sull’importanza di rinnovare costantemente il dialogo tra contenitore e contenuto, in un energico scambio di vitalità che questa città ha imparato a considerare autentico motore di produzione culturale.

“Con il sostegno a questa iniziativa – osserva il Presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore - abbiamo contribuito a riportare in vita un'opera di straordinaria bellezza. Valorizzare una testimonianza del passato importante come è il kouros, a cui finalmente è stata restituita l'integrità, rientra nella nostra idea di promuovere l'arte e la cultura, anche attraverso il sostegno a iniziative scientifiche, come questa. Fondazione Sicilia non si fa soltanto promotrice dell'organizzazione di mostre ed eventi culturali, ma agisce in prima persona, dialogando con le diverse realtà coinvolte ed estendendo la fruizione dell'arte a un pubblico sempre più ampio”.

Il kouros, statua greca raffigurante solitamente un giovane, era una forma d'arte con funzione funeraria o votiva molto diffusa nel periodo arcaico e classico, tra il VII e il V secolo avanti Cristo, quella esposta a Palermo è una scultura arcaica, ricavata da un unico blocco di marmo bianco proveniente dalle isole Cicladi. Dopo l’esposizione di Palermo, l'opera continuerà a essere concepita come una realtà unitaria, non più come due distinti reperti conservati in musei diversi.
Il kouros ritrovato sarà infatti esposto, già da febbraio 2019 al Museo civico di Catania per poi essere trasferito a Siracusa, al Museo archeologico Paolo Orsi in occasione di con  un convegno internazionale sulla eccezionalità della scoperta archeologica.

In questo video, le interviste di Marcella Chirchio a Sebastiano Tusa assessore regionale ai Beni Culturali e a Raffaele Bonsignore presidente della Fondazione Sicilia.

© Riproduzione riservata

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