OPERAZIONE CARONTE

Corruzione, soldi per accelerare le tumulazioni al cimitero di Bagheria: 10 misure cautelari

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Soldi e corruzione per accorciare i tempi di tumulazione di salme nel cimitero di Bagheria. Scoperta dai carabinieri un'organizzazione che avrebbe gestito le operazioni per ottenere profitti illeciti non curante del rispetto dei defunti. Dieci le misure cautelari: sette persone sono finite ai domiciliari, per altre tre è stato disposto il divieto di dimora.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Pietro Mineo, ex custode del camposanto, sarebbe stata la longa manus, ma tra i coinvolti ci sarebbero anche dipendenti del cimitero che si sarebbero fatti corrompere da imprenditori locali del settore delle onoranze funebri e privati cittadini.

Di questi molti sono ritenuti appartenenti ad un'organizzazione criminale che si sarebbe occupata di ottenere una rapida tumulazione delle salme, indipendentemente dall’ordine cronologico di ingresso al cimitero, riducendo, così, notevolmente i tempi di attesa in camera mortuaria vista l’indisponibilità generale di loculi. Sono stati documentati inoltre diversi reati a scapito dei defunti e dei familiari, per liberare loculi all’interno del cimitero da destinare a salme “segnalate” dai corruttori.

Soldi e corruzione al cimitero di Bagheria, nomi e foto degli arrestati

Gli inquirenti hanno infine verificato diverse violazioni delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, commesse da due persone riconducibili alla famiglia mafiosa di Bagheria, che di solito effettuavano i loro incontri con altri esponenti mafiosi anche all’interno di una delle principali agenzie funebri di Bagheria.

I militari del comando compagnia carabinieri di Bagheria, nell’ambito dell’indagine denominata “Caronte”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia di applicazione di dieci misure cautelari, sette agli arresti domiciliari e tre divieti di dimora, emesse dal gip presso il tribunale di Termini Imerese, su richiesta della procura della Repubblica.

I dieci sono accusati a vario titolo  di associazione per delinquere, corruzione per esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale.

Le indagini sono state condotte dal mese di maggio 2017 al mese di aprile 2018, mediante attività tecniche ed acquisizioni documentali presso il comune di Bagheria. Durante le indagini è emerso il coinvolgimento di altre 34 persone. Tra questi ci sono anche due funzionari del servizio cimiteriale del Comune di Bagheria e impresari funebri.

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