POLIZIA

Mafia a Palermo: confisca da 9 milioni a Maranzano, referente della famiglia dell'Uditore

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Una confisca di beni da nove milioni di euro. Immobili a Palermo e nel Trapanese, quote societarie, appartamenti, auto, camion, conti correnti e polizze assicurative. Secondo la polizia e il tribunale del capoluogo siciliano, sarebbe tutto frutto di illecito. E così è scattata la confisca per Antonino Maranzano, pregiudicato palermitano di 78 anni, considerato dagli inquirenti come uno degli esponenti della famiglia mafiosa dell'Uditore.

A stabilirlo un decreto della sezione Misure di Prevenzione con proposta avanzata dal Questore di Palermo, che oltre alla misura della confisca dei beni, ha disposto nei confronti di Maranzano l'applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianzas Speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per tre anni.

La proposta del Questore ha tratto spunto dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Palermo che, nel giugno del 2010, hanno condotto all’arresto di 18 persone, ritenute responsabile a vario titolo dei reati di partecipazione ad associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni e trasferimento fraudolento di valori, aggravato.

Maranzano nel 2014 è stato condannato a 8 anni e sei mesi di reclusione. Secondo l'accusa ha fatto parte della famiglia mafiosa di Uditore, svolgendo un ruolo di referente per la "messa a posto" di imprese operanti nel territorio di Palermo e zone limitrofe per conto della organizzazione mafiosa. Inoltre si sarebbe "attivato" in favore di Francesco Bonur (sottocapo della famiglia mafiosa dell'Uditore) e di altri appartenenti al sodalizio in relazione alla gestione di attività imprenditoriali che avevano suscitato l'interesse di Cosa Nostra. Avrebbe anche attribuito a Francesco Gottuso, in accordo con quest'ultimo, l'intera titolarità della 3G Costruzioni s.r.l., di cui Maranzano era in realtà socio occulto, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

Le indagini hanno inquadrato Maranzano come un soggetto postosi permanentemente e consapevolmente a servizio degli "interessi associativi", il quale, operando come imprenditore nel settore edile, li ha fatti costantemente propri, rendendosi disponibile, sempre, per mettere "a posto le cose",  ed anche della distribuzione delle commesse ad imprese prescelte da Cosa Nostra e consentendo ad esponenti del calibro di Francesco Bonura e  Gaetano Sansone (quest'ultimo noto anche per aver dato ospitalità a Totò Riina durante la sua latitanza), di continuare ad operare in modo occulto le loro infiltrazioni nel settore dell'edilizia in una condizione dominante.

Le successive indagini patrimoniali condotte dall'Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine della Questura di Palermo hanno permesso di individuare un cospicuo patrimonio di origine, secondo le indagini, illecita, riconducibile a Maranzano, costituito da imprese edili, unità immobiliari, rapporti finanziari e polizze vita, sequestro nel 2011 ed oggi confiscato.

Con il decreto odierno, eseguito dalla polizia,  è stata disposta la confisca dell'intero capitate sociale delle società "Edil Color r.l." nonchè del complesso dei beni aziendali comprendenti 7 immobili A Palermo, in corso Calatafimi ed in via Giuseppe Sunseri, nonché un’autovettura, dell'intero capitate sociale della società “3G Costruzioni e Servizi r.l." e del complesso dei beni aziendali, consistenti in 16 appartamenti A San Vito Lo Capo, 11 appartamenti, 5 cantine ed un esercizio commerciale a Palermo in via Evangelista Di Blasi, un immobile in via Francesco Speciale, 2 autocarri e 2 autovetture, oltre che l'intero capitale sociale della società "Immobiliare Cld r.l." e del complesso dei beni aziendali, tra i quali 7 immobili tra Palermo e San Vito Lo Capo; Altre unità immobiliari ( appartamenti e box) tra i comuni di Palermo e San Vito Lo Capo, nonché conti correnti bancari e polizze assicurative.

 

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