IL RACCONTO

Tragedia a Casteldaccia, il dramma del padre sopravvissuto: "Mio figlio era il mio cuore"

maltempo sicilia, strage casteldaccia, Palermo, Cronaca
Morti anche due bambini di 1 e 3 anni

"Era bellissimo. Era il mio cuore. Non c'è più". Grida di dolore dandosi pugni in testa Luca Rughoo, che nella tragedia del maltempo a Casteldaccia ha perso il figlioletto e la moglie. Si è salvato perché si era allontanato da casa con la nipote per fare spese. L'uomo impreca contro una statua che raffigura San Giovanni posta all'inizio della stradella che porta alla villetta travolta dall'acqua.

Dopo le scene di disperazione davanti al luogo della tragedia Luca Rughoo era andato via sconvolto e aveva fatto perdere le sue tracce per alcune ore, vagando senza meta. I parenti lo hanno ritrovato insieme con la figlia Emanuela. L’uomo è scampato alla strage del maltempo con la figlia Manuela e la nipote Asia perché si era allontanato con loro per andare a comprare dei dolci. In quella villetta di Casteldaccia l’uomo ha perso la moglie Monia Giordano, la madre Nunzia Flamia e il figlioletto di 3 anni Francesco.

Sono nove le vittime della tragedia avvenuta ieri sera nella villetta della famiglia Giordano, in contrada Dogali Cavallaro, in una zona al confine fra Casteldaccia e Altavilla Milicia. Al loro arrivo i soccorritori hanno trovato l'abitazione completamente sommersa dall'acqua. A dare l'allarme uno dei tre sopravvissuti che è scampato alla furia dell'acqua aggrappandosi ad un albero.

«Non so neppure io come mi sono salvato». Davanti all’obitorio del Policlinico, sprofondato su una sedia, Giuseppe Giordano ricorda gli attimi fatali della tragedia di Casteldaccia. L'uomo è il figlio dei coniugi Giordano, morti entrambi, e padre della bimba di 1 anno Rachele, del ragazzino di 15 anni Federico Giordano, e marito di Stefania Catanzaro, tutti morti nella villa sommersa dall'acqua. «Mi sono accorto - racconta - che l'acqua stava entrando a casa. A tutti ho detto: andiamo subito via. Ma, appena ho aperto la porta, sono stato investito da un fiume d’acqua che mi ha catapultato fuori. Mi sono aggrappato a un albero. Così sono sopravvissuto».

La famiglia di Giuseppe Giordano, con figli, nuore, nipoti, nonni e zii, si trovava nella casa di villeggiatura che affitta da due anni. In questi giorni celebrano con i bambini la ricorrenza dei morti organizzando grigliate e karaoke. La casa era piena di regali, dolci e i caratteristici pupi di zucchero.

«Io, mio marito e mio figlio di 6 mesi siamo salvi per miracolo. Eravamo in quella casa fino alle 14», racconta Clara Alongi, moglie di Matteo Giordano figlio dei coniugi Giordano, entrambi vittime. Anche lei erano lì ieri, ma si sono salvati perché sono andati via nel pomeriggio, prima che accadesse la tragedia.

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