LA PROTESTA

Passante ferroviario di Palermo, domani sciopero dei lavoratori della Sis: "No ai licenziamenti"

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Il passante ferroviario non fa dormire sonni tranquilli ai lavoratori della Sis, per via dell'avvio delle procedure di licenziamento, e ai cittadini che, a causa di lungaggini burocratiche ed intoppi, vedono zone di Palermo con transenne e strade che da oltre tre anni sono state ridotte ad una sola corsia in attesa che, completata tutta l'opera, venga ripristinata la normale viabilità e potremmo dire vivibilità. È il caso ad esempio di via Monti Iblei e di viale Francia dove si segnalano le proteste dei residenti che non sanno ancora quando torneranno a poter parcheggiare le proprie vetture sotto casa e dei tanti automobilisti che percorrono giornalmente quella strada con notevoli disagi.

A questo problema, come detto, si aggiunge l'altro, estremamente importante relativo ai dipendenti della Sis che per domani hanno previsto uno sciopero. Un presidio di protesta è stato organizzato dalle segreterie provinciali di Feneal Filca e Fillea, alle ore 9, assieme alle maestranze del passante ferroviario, sotto la sede dell’assessorato regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, in via Leonardo da Vinci. Le tre organizzazioni sindacali degli edili protestano per l’avvio delle procedure di licenziamento dei 261 operai del passante e per denunciare i ritardi nell’avvio delle opere pubbliche e le lungaggini burocratiche dell’Urega nell’aggiudicare gli appalti.

“Chiediamo innanzitutto la revoca dei licenziamenti e la tutela dei lavoratori del passante – dichiarano i segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Ignazio Baudo, Paolo D’Anca e Francesco Piastra – Avevamo chiesto diverse settimane fa un incontro con l’assessore Falcone ma non è arrivata risposta, per questo abbiamo deciso di autoconvocarci. Ci auguriamo che l’assessore sia presente”. "In questo momento la priorità è la tutela dei lavoratori del passante ferroviario - aggiungono -, con le procedure di licenziamento già avviate. Bisogna trovare una soluzione in tempi rapidi: l’opera non può restare incompleta. Chiediamo che vengano concluse tutte le tappe del raddoppio ferroviario per l’intera linea. Subito dopo chiederemo di porre l’attenzione su tutte le altre opere ferme, che non si riescono ad appaltare, come il raddoppio ferroviario Ogliastrillo-Castelbuono. La gara è stata aggiudicata nel 2012 alla Toto costruzioni e il cantiere dopo sei anni non è ancora stato aperto”.

Alla protesta si uniscono Cgil, Cisl e Uil. “Domani le confederazioni saranno al sit-in in via Leonardo da Vinci a sostegno dell’iniziativa del sindacato degli edili e in solidarietà con i lavoratori del passante. Respingiamo i licenziamenti, l’opera deve essere completata – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo, il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e il segretario generale Uil Palermo Gianni Borrelli -. Il settore è duramente colpito dal calo degli appalti pubblici, tutti gli indicatori sono in discesa, numero di imprese attive, massa salari, numero degli addetti. Cgil, Cisl e Uil chiedono che sia avviato al più presto con Comune e Regione un confronto per sbloccare le infrastrutture ferme e avviare i cantieri che potrebbero dare respiro al settore e una risposta occupazionale al dramma che vivono migliaia di disoccupati edili”.

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