LA PROTESTA

Ospedale Giglio di Cefalù, punto nascite a rischio chiusura: sindaci e mamme sul piede di guerra

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Adesso anche le mamme di Cefalù dicono "no alla chiusura del punto nascite" dell’ospedale Giglio. È stata aperta una pagina Facebook "Mamme per Cefalù" dove è possibile aderire a una raccolta firme cartacea e online. Intanto già in rete girano gli hashtag #noallachiusura e #voglionascereacefalù.

Molte raccontano di aver dato alla luce i loro figli nel reparto di ostetricia e ginecologia e di essersi trovate benissimo. Una delle mamme Daniela scrive: "È vergognoso che si riponga nuovamente l'eventuale chiusura del punto nascite di Cefalù, riducendone la questione a numeri piuttosto che puntare ed investire sulla qualità del servizio a beneficio del territorio e dei cittadini".

Il sindaco della cittadina normanna, Rosario Lapunzina, ha  inoltrato formale richiesta di audizione alla presenza dell’assessore alla Salute,  Ruggero Razza, presso VI commissione permanente “Salute, Servizi Sociali e Sanitari” dell’Ars.

Lapunzina si sta battendo anche a nome della conferenza dei sindaci del distretto sanitario 33 di Cefalù, Pollina, Lascari, Gratteri, Campofelice di Roccella, San Mauro Castelverde, Collesano, Isnello e Castelbuono, Pettineo, Mistretta, Santo Stefano di Camastra, Tusa, Castel di Lucio, Motta d’Affermo e Reitano.

Il primo cittadino di Cefalù si è detto "Indignato per la notizia della predisposizione di un decreto per la chiusura del punto nascite dell’ospedale Giglio, nonostante il nosocomio sia stato inserito tra quelli classificati come presidio ospedaliero dea di I livello (Spoke) nel piano sanitario regionale - continua Lapunzina -. Una decisione che appare ulteriormente incomprensibile in quanto il punto nascite dell’ospedale Giglio può vantare un’alta qualificazione sanitaria e di strutture ed è al servizio di un bacino di utenza che si estende, oltre ai comuni del distretto socio sanitario numero 33, anche ad altre importanti realtà dell’entroterra nebrode e madonita e ad alcune località della costa messinese. Inoltre, com’è noto, Cefalù con le sue circa 700.000 presenze annue è la seconda località turistica dell’isola. Questi motivi sono sufficienti a dimostrare come la soppressione del punto nascite dell’ospedale Giglio rappresenti una scelta illogica e gravemente lesiva del diritto costituzionalmente garantito alla salute dei cittadini".

I sindaci dei comuni del comprensorio di Cefalù e quelli di sei paesi della provincia di Messina si sono dichiarati pronti a intraprendere "azioni forti" in difesa del punto nascite dell'ospedale Giglio. Il ministero della salute ne ha sollecitato la chiusura perché non supera la soglia minima dei 500 parti all'anno.

Il presidente della fondazione Giglio di Cefalù, Giovanni Albano, ha commentato: "Il Ministero della Salute si faccia carico del mantenimento del centro nascite di Cefalù, cosi come nel 2015, concedendo una deroga attesa dai cittadini delle Madonie e dei Nebrodi. In considerazione della crescita del 30 percento del numero dei parti passati dai 320 del 2016 ai 416 del 2017, dell'alta assistenza sanitaria offerta alle future mamme e dell'orografia del territorio. Nel 2018 il trend di crescita dei 'nati a Cefalù' ci farà superare il già positivo risultato dello scorso anno".

Albano ha sottolineato anche gli sforzi fatti dalla fondazione, in questi anni, "per il reclutamento del personale dell'ostetricia e ginecologia oggi composto da uno staff di 25 specialisti tra ostetriche (nove), pediatri (5) e ginecologi (9). All'ostetricia è stato, inoltre, dedicato il reparto gioiello della fondazione, interamente rinnovato, con 12 posti letto di cui 4 in camera singola tutte dotate di ogni comfort alberghiero. Ci auguriamo - conclude il manager - che il ministero e i tecnici che si stanno occupando del centro nascite di Cefalù abbiano la stessa sensibilità del passato garantendo a questa grande comunità di poter continuare a fruire di questo importante presidio".

Un appello è stato lanciato all’assessore regionale per la salute Ruggero Razza per evitare la chiusura del punto nascite dell’ospedale Giglio di Cefalù dall'unione difesa dei consumatori (U.Di.Con) Sicilia.

“Il punto nascite di Cefalù durante il periodo di proroga che era stato concesso proprio dal ministero è cresciuto da 350 a 420 parti l’anno avvicinandosi significativamente al limite minimo di 500 parti previsto proprio dal Ministero – dice
il presidente Regionale U.Di.Con, Pietro Feroce – inoltre con la chiusura del punto nascite dell’ospedale Madonna dell’Alto di Petralia, Cefalù resta l’unico presidio territoriale punto di riferimento per le neo mamme. Riteniamo che non si debba penalizzare ulteriormente questo territorio visti anche i rischi che ne conseguono”.

L’U.Di.Con Sicilia incontrerà, nei prossimi giorni, il presidente della Fondazione Giglio di Cefalù, Giovanni Albano, che si è già detto disponibile ad un confronto sul tema. “L’incontro servirà ad approfondire la conoscenza della situazione – conclude il il presidente Regionale U.Di.Con, Pietro Feroce – che porterò all’attenzione del presidente nazionale Denis Nesci perché si faccia carico di rappresentarla anche al ministro Giulia Grillo ed agli uffici del ministero vigilante”

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