Capitale Italiana della Cultura, Palermo brilla anche a Bruxelles

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Palermo Capitale italiana della Cultura e il percorso Arabo-Normanno, patrimonio Unesco, esempi di buone pratiche di governo in Europa. Questo il tema dell’incontro organizzato presso l’Ufficio di Bruxelles della Regione Siciliana nell’ambito della Settimana europea delle Regioni e delle Città, con un’attenzione particolare verso la valorizzazione della nostra eredità culturale perché ricade nell’Anno europeo del Patrimonio Culturale.

Un evento che traccia un primo bilancio in termini di ricadute economiche, in primo luogo turistiche e nel settore produttivo.

Buona pratica esemplare è stata la collaborazione tra Regione e Comune per Palermo Capitale italiana della Cultura, come ha sottolineato Gaetano Armao, vicepresidente della Regione Siciliana e Assessore regionale all’Economia, presente a Bruxelles insieme ad Andrea Cusumano, assessore alle Attività e Beni culturali del Culturali del Comune di Palermo e a Sebastiano Tusa, assessore regionale ai Beni Culturali e dell’identità siciliana.

E dopo i riflettori accesi sulla parte occidentale dell’isola, Armao ha anticipato l’annuncio nei prossimi mesi di una grande iniziativa invece per la Sicilia orientale con tema le feste religiose.

L’assessore Tusa ha tenuto a ricordare l’impegno dell’amministrazione per il recupero del Castello di Maredolce a Brancaccio, la borgata dove operava Padre Puglisi.

L’assessore Tusa poi ha ribadito il suo impegno anche per la riapertura nei primi mesi del 2019 delle Grotte dell’Addaura e presto anche della Grotta Niscemi in modo da potere rendere fruibili a tutto il mondo i loro meravigliosi graffiti preistorici.  E si sta lavorando a Palermo anche per trasformare l’Arsenale della Regia Marina in Museo del mare e alla valorizzazione della parte più antica del Cantiere Navale, di origine spagnola, con il suo bacino in pietra.  Ed ancora, tra le tantissime operazioni di recupero e valorizzazione illustrate, quella davanti alla foce del fiume Oreto dove è stato trovato un B52, aereo americano che durante la seconda guerra mondiale è partito dall’Algeria per bombardare la stazione di Palermo ma è stato abbattuto davanti la costa della città.

L’assessore Cusumano ha pure innanzitutto voluto rimarcare l’importanza del tavolo interistituzionale che ha portato, sino a oggi, a dare vita a più di 1700 iniziative per Palermo Capitale italiana della Cultura 2018, “frutto di concertazione e di un tavolo che resterà” ha assicurato.

Un esempio di buona pratica anche di iniziative di cultura diffuse, coinvolgenti e policentriche: dal format ormai consolidato delle Vie dei Tesori, che ormai intererssa anche il nord Italia; ai concerti di Piano City per tutta la città, memorabili quelle in riva al mare; ai progetti che si stanno realizzando nell’ambito di Manifesta, la biennale europea d’arte contemporanea che quest’anno ha, appunto, scelto Palermo come sua sede con il titolo “Giardino Planetario che coltiva la convivenza” ispirandosi al dipinto “Veduta di Palermo”, realizzato da Francesco Lo Jacono nel 1875, dove tutte le piante che caratterizzavano già all’epoca il paesaggio palermitano non sono in realtà autoctone.

Tra gli intervenuti, Paolo Fontani, direttore dell’Ufficio di Collegamento dell’Unesco presso l’Ue a Bruxelles, che ha sottolineato come l’interesse della sua istituzione è ormai verso i percorsi, più che i singoli siti, come appunto quello arabo-normanno di Palermo, che danno vita anche ad un turismo più lento e attento e più capace di attivare le piccole imprese locali. Ma se la Cultura è uno dei pilastri dell’Europa, anche di fronte al fenomeno migratorio, ha concluso il rappresentante dell’Unesco, è altrettanto importante che l’Europa investa per la Cultura e per lo sviluppo dell’industria creativa nei Paesi Terzi, a cominciare dall’Africa.

Un evento, questo organizzato a Bruxelles per la Settimana europea delle Regioni e delle Città, che presto sarà seguito da tanti altri per dare più visibilità e peso alla Sicilia in Europa, ha assicurato il Dirigente dell’Ufficio della Regione Siciliana a Bruxelles, Vincenzo Falgares, che ha ricordato a questo proposito anche il recente accordo di collaborazione dell’Ufficio con le Università di Messina e Catania per la redazione e gestione di progetti comunitari.

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