TERMINI IMERESE

Blutec, il vertice di Roma: "Governo si è impegnato a prorogare gli ammortizzatori sociali"

vertenza Blutec Termini Imerese, Palermo, Economia

«L'unica buona notizia viene dal governo che si è impegnato a prorogare gli ammortizzatori sociali oltre il termine del 31 dicembre 2018 previsto dal d.lgs. 148 del 2015, in virtù del fatto che Termini Imerese rientra in un’area di crisi complessa». Lo dicono Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Vincenzo Comella, segretario della Uilm di Palermo, a proposito della riunione al Mise sulla vertenza Blutec. La Uilm sottolinea che nonostante Blutec sostenga che i rapporti con Invitalia siano in via di definizione, «ancora non si sono perfezionati in modo ufficiale». «Purtroppo anche dal
punto di vista produttivo - afferma la Uilm - siamo ancora in una fase preparatoria per l’avvio dei nuovi progetti necessari a
riassorbire tutti i 700 lavoratori coinvolti».

«Solo un’azione assai energica da parte istituzionale - proseguono i sindacalisti della Uilm - può riavviare quel progetto di reindustrializzazione che troppi erroneamente qualche anno fa davano per acquisito e che nella realtà stenta a decollare». «Abbiamo richiesto al governo di rendere finalmente possibile l’aggancio alla pensione per i circa 150 lavoratori a cui teoricamente la normativa sui lavori usuranti dà questo diritto, negato però nella pratica da ostacoli operativi e paradossi burocratici - concludono Ficco e Comella - Allo stesso modo abbiamo rinnovato la rivendicazione di protezione per i
lavoratori dell’indotto, attraverso sia il riconoscimento degli ammortizzatori sociali sia la ricerca di nuove attività da insediare nell’aerea industriale».

Per il rilancio produttivo dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese serve un nuovo piano che integri o rimpiazzi quello di Blutec. E’ la richiesta che il sindaco Francesco Giunta rivolge al governo dopo l’incontro di oggi al Mise.  Giunta esprime «profonda preoccupazione» per il fatto che il progetto Blutec è in una «fase di stallo». Il ritardo nell’attuazione degli accordi ha indotto Invitalia a chiedere alla società la restituzione di 20 milioni dei finanziamenti ricevuti.

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