Orlando: "Grassi era scomodo perché lo Stato aveva il volto della mafia"

"Un imprenditore, una persona civile, una persona colta, un punto di riferimento culturale, una persona dalla forte etica", il sindaco Leoluca Orlando ricorda così Libero Grassi, l'imprenditore ucciso dalla mafia  margine della commemorazione a Palermo il sindaco, Leoluca Orlando, ricorda l’imprenditore Libero Grassi, ucciso 27 anni fa dalla mafia 27 anni fa per avere denunciato il racket delle estorsioni.

"Allora Grasso era scomodo e inviso perché lo Stato, i partiti, l'associazione degli industriali avevano il volto della mafia. Oggi, però, non apparirebbe come un eversivo, un marziano, un alieno".

In una nota, il presidente della Regione Nello Musumeci commenta: "Libero Grassi rappresenta il simbolo della lotta al racket delle estorsioni. Con coraggio, seppe dire 'no' pubblicamente al pizzo in un periodo nel quale ancora molti, a Palermo, facevano finta che la mafia non esistesse. La sua determinazione possa essere d'esempio, per tutti, nella quotidiana lotta a ogni forma di criminalità organizzata".

Anche il leader di Liberi Uguali Pietro Grasso, questa mattina alla cerimonia in via Alfieri, ricorda Grassi: "Era solo, quel giorno in cui lo uccisero con 5 colpi di pistola. Oggi qui a ricordare Libero Grassi non c'è la donna che per anni ne ha proseguito lo straordinario impegno, sua moglie Pina, scomparsa 2 anni fa: ci sono però tanti ragazzi e tante ragazze, quelli che loro chiamavano affettuosamente 'nipoti'. Sono loro a continuare la battaglia contro il pizzo, una battaglia che Palermo sta vincendo".

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