AMMINISTRATIVE

Comuni sciolti per mafia, a Corleone e Palazzo Adriano si torna alle urne il 21 ottobre

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Il Comune di Corleone

Turno elettorale straordinario per i Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose e commissariati: domenica 21 ottobre si torna alle urne a Corleone e a Palazzo Adriano. A stabilirlo un decreto del ministro dell'Interno Matteo Salvini, inviato all'assessore regionale alle Autonomie locali.

Fissata anche la data di un eventuale ballottaggio: domenica 4 novembre.

I due Comuni del Palermitano andranno alle urne - così come previsto dalla legge - in un turno straordinario poiché il commissariamento  cui sono sottoposti è in scadenza nel secondo semestre dell’anno, ragione per cui le nuove elezioni comunali dovranno svolgersi tra il 15 ottobre e il 15 dicembre.

Il Comune di Corleone, terra tristemente famosa per aver dato i natali ai boss Bernardo Provenzano e Totò Riina, venne sciolto nel 2016. Allora era ministro dell'Interno Angelino Alfano. A finire sotto inchiesta della Procura la gara per la costruzione di un impianto polivalente nei pressi del campo sportivo. Venne anche arrestato un dipendente comunale, custode del campo sportivo, Antonio Di Marco, indicato dagli inquirenti come il nuovo capo mandamento. All'interno della struttura si sarebbero persino svolti anche summit di mafia e in alcune intercettazioni avrebbe fatto riferimento alla possibilità di fare pressioni presso gli uffici comunali per pilotare i lavori. Sindaco era Lea Savona, eletta col centro-destra e nel fascicolo della dda finì anche suo fratello Giovanni, per alcune intercettazioni in cui veniva nominato dal capo famiglia di Chiusa Sclafani, Vincenzo Pellitteri, che lo definì «un grande amico nostro».

Per «accertate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte di infiltrazioni criminali», venne sciolto lo stesso anno (2016) anche il Consiglio comunale di Palazzo Adriano.

Nel frattempo l'ombra della mafia nella vita politica è dura a scomparire, come dimostrano i recenti commissariamenti di San Biagio Platani e Mistretta.

Il commissariamento del Comune agrigentino, sciolto per sospetti condizionamenti e infiltrazioni da parte di cosa nostra, era già nell'aria da mesi dopo l'arresto del sindaco Santo Sabella, avvenuto lo scorso gennaio nell'ambito del maxi blitz «Montagna».

Una commissione d'indagine si è insediata invece a Mistretta, su nomina del prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi, per indagare se ci sono stati effettivi condizionamenti mafiosi nell'assegnazione degli appalti di riqualificazione delle opere di Fiumara d’Arte, nel territorio di Tusa.

Il provvedimento scaturisce dagli atti di inchiesta dell’operazione «Concussio» nella quale è coinvolto il consigliere comunale, sospeso attualmente dalla carica, Vincenzo Tamburello, in carcere dal 20 aprile scorso. Se accertati, si procederà - come nei casi precedenti - allo scioglimento del Consiglio comunale.

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