IL CASO

Case ai nomadi, continua il sit-in anti rom a Palermo

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Il presidio dei residenti in via Felice Emma

Prosegue il presidio anti-rom da parte di un gruppo di residenti in via Felice Emma, davanti alla villa confiscata dalla mafia che il Comune di Palermo ha assegnato a due famiglie nomadi ma che, anche per impedire l'ingresso dei rom, è stata occupata da sei nuclei di senzacasa che hanno il sostegno dei manifestanti.

Il sit-in, proprio all'ingresso della villa, ha impedito il transito. Al presidio partecipa anche il consigliere comunale della Lega Igor Gelarda.

Oggi i residenti hanno bloccato i mezzi comunali che stavano entrando nella villa per realizzare alcuni interventi di manutenzione. "Noi andiamo avanti - dice Giovanna Di Franco del comitato che raggruppa i residenti di via Felice Emma - e abbiamo ottenuto un altro incontro con l'assessore Giuseppe Mattina tramite il consigliere comunale della Lega Igor Gelarda. Abbiamo chiesto di porre fine a questa storia nel migliore dei modi. Qui i rom non li vogliamo".

"In questi anni il Comune si è dimenticato di noi. La sera siamo al buio. Per non parlare di pulizia: ci siamo occupati noi delle nostre strade e la zona fino a qualche giorno fa era tranquilla e poco conosciuta. Ora è molto nota e non solo a Palermo".

A fianco dei manifestanti si sono schierati Forza nuova e militanti di 'Diventeràbellissima', il movimento fondato dal governatore Nello Musumeci.

Ieri l'amministrazione comunale di Palermo ha annunciato che il piano andrà comunque avanti. "Questo di via Felice Emma - ha spiegato  l'assessore comunale alle Attività sociali Giuseppe Mattina parlando durante l'assemblea con un gruppo di residenti radunati davanti alla villa per protestare - non sarà il solo posto dove saranno portate le famiglie che vivono nel campo rom. Abbiamo altre case dove porteremo uomini, donne e bambini. Il piano sarà rispettato senza slittamenti".

Oggi anche i consiglieri del M5S Antonino Randazzo e Viviana Lo Monaco si sono recati in via Felice Emma. "Da tre giorni - dicono - i residenti della zona stanno protestando e per questo abbiamo deciso di incontrarli e comprendere le vere ragioni del disagio. I cittadini del quartiere denunciano da anni l'assenza assoluta delle istituzioni, a partire dai servizi di trasporto, di illuminazione pubblica e di sicurezza. Ci chiediamo se la scelta di questo luogo fosse davvero la più opportuna, tenuto conto che parliamo di un complesso di piccole costruzioni ravvicinate collocate in un budello senza uscita".

"Comprendiamo l'urgenza del provvedimento del sindaco - dicono i consiglieri pentastellati -, che si è trovato costretto dalla magistratura ad affrontare una questione che ha ignorato per 30 anni, ma questo non giustifica il fatto che avrebbe dovuto prima di tutto confrontarsi con la comunità residente. Ribadiamo ancora una volta che a Palermo ci sono oltre duemila nuclei familiari inseriti nelle graduatorie dell'emergenza abitativa, che da anni aspettano risposta da questo stesso sindaco".

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