LA SENTENZA

Palermo, addio serie A: ricorso respinto. Tolta la penalizzazione al Parma, sconto a Calaiò

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Il consigliere di amministrazione del Parma, Pietro Pizzarotti e il calciatore del Parma, Emanuele Calaiò

Niente Serie A per il Palermo. La Corte d’appello federale ha infatti respinto il ricorso della società rosanero e accolto quello del Parma sul caso degli sms di Emanuele Calaiò, riformulando la sentenza di primo grado del Tfn, azzerando la penalizzazione iniziale di 5 punti della squadra emiliana e convertendo tutto in un’ammenda di 20 mila euro. Decisione seguita alla derubricazione, da tentato illecito sportivo a semplice violazione dell’articolo 1 Cgs (lealtà sportiva) del giocatore.

L’attaccante gialloblu, reo di aver scritto dei messaggi via whatsapp ad alcuni suoi ex compagni allo Spezia prima della gara che ha regalato al Parma la Serie A, se la cava con una multa di 30 mila euro e uno stop fino al 31 dicembre. Insomma rientra a inizio del nuovo anno.

Per il Palermo, che in campionato si è piazzato alle spalle del Parma, non arriva il regalo di una promozione che il campo non aveva sancito. Domani invece si discuterà il ricorso della società rosanero contro il Frosinone e la decisione del giudice sportivo di comminare 2 turni a porte chiuse al club ciociaro anziché lo 0-3 a tavolino nella discussa finale di ritorno dei play off di B.

«Per due mesi abbiamo letto, ascoltato e sopportato in silenzio dirigenti di altre squadre che hanno voluto cavalcare per fini personali il fango che veniva gettato su questa società e sul traguardo storico che è stato raggiunto grazie al lavoro, alla correttezza, al sudore e al sacrificio di questi anni. Ora siamo contenti che sia stata fatta giustizia» esulta il club emiliano.

In riferimento al ricorso del Cesena e della Virtus Entella, la Corte federale ha rimesso gli atti al Tribunale federale nazionale per la trattazione della controversia. Accolto il ricorso del Cesena, si torna al primo grado unitamente al processo a Luca Campedelli, presidente del Chievo. Questo a seguito della dichiarata improcedibilità nei confronti del club scaligero da parte del Tfn. Il processo è stato fissato per il 12 settembre, e anche se dovesse ribaltare gli esiti del primo grado (poi annullato), difficile, a questo punto, che l’Entella possa vedere la B per scorrimento di classifica: Lega Pro e torneo cadetto sarebbero già iniziate.
In B sono tre i non iscritti Cesena, Bari e Avellino. Novara, Catania e Siena sperano, ma c'è da attendere gli esiti dei ricorsi al Collegio di Garanzia da parte di Ternana e Pro Vercelli.

Ai casi dei ricorsi, si aggiungono anche le grane politiche. Oggi la nota di Palazzo Chigi che ha invitato il Coni a recepire i nuovi principi informatori cambiando, tra gli altri appunti, la formulazione sul voto agli arbitri ma senza cambiare la sostanza, oltre a invitare a procedere il prima possibile a nuove elezioni delle federazioni commissariate. Prima fra tutte la Figc. Giovanni Malagò ha mostrato apprezzamento per la lettera di Giorgetti, il 4 settembre si terrà un nuovo consiglio nazionale del Coni per approvare le modifiche. L’avvocato di Lega dilettanti, Lega Pro, Aic e Aia ribadisce «soddisfazione» e richiede «la immediata convocazione della Assemblea elettiva degli organi federali e che la stessa si svolga alla prima data utile». Non prima del 7 settembre, quando il Collegio di Garanzia si esprimerà sul ricorso delle stesse componenti.

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