IL TECNICO

Palermo, Tedino tira le somme del ritiro: "Squadra da completare ma ho visto grande disponibilità"

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Bruno Tedino

Dopo due settimane il Palermo saluta Sappada ancora con tanti dubbi. La squadra, infatti, resta ancora un cantiere aperto a poco meno di un mese dall'inizio del campionato e a sette giorni dal primo impegno ufficiale, la sfida nel secondo turno di Coppa Italia contro il Vicenza o il Chieri.

Nonostante ciò, per i rosanero è tempo di un primo bilancio su quanto fatto in Friuli. "Dal ritiro dell'anno scorso a quello di quest'anno è un passaggio come da una tempesta di neve ad una giornata di sole - racconta l'allenatore del Palermo, Bruno Tedino -. Questo deve essere l'inizio, ma siamo a Palermo e ci sono le pressioni per fare un campionato".

Tedino ha lavorato a Sappada con un gruppo folto e, nonostante qualcuno sia in partenza (vedi Struna o Nestorovski), secondo l'allenatore rosanero si è lavorato bene: "Spero di essere chiaro: facendo questo mestiere ho il dovere di portare tutti ad una condizione psicofisica importante. Con la proprietà, a suo tempo, avevo disegnato un'organizzazione di squadra di un certo tipo. In questo momento siamo fermi, ma dobbiamo completare la squadra. Dipende dal mercato, se ne occupa Foschi con la proprietà. Ho sentito del gruppo che mi segue poco o di qualcuno che ce l'ha con me, ma non posso stare simpatico a 30 persone. La loro disponibilità, però, è stata strepitosa. Il ritiro è passato velocemente perché c'è stato un ottimo lavoro da parte di tutti. Se il Palermo vuole vincere, deve essere un gruppo unito, che si sopporta nelle difficoltà. Abbiamo dato un segnale importante".

Tra chi esce meglio dal ritiro di Sappada c'è Luca Fiordilino per cui Tedino spende parole d'elogio così come per altri calciatori: "Fiordilino è una certezza, un giocatore che ha fatto un salto di qualità notevole. Accardi nella difesa a quattro può fare cose importanti. I due polacchi mi hanno dato grandi soddisfazioni finora, ma in generale tutto il gruppo ha fatto il salto di qualità e ha capito che la Serie B è un campionato difficile".

Diverso, invece, il discorso relativo a Norbert Balogh: "Zamparini ha detto chiaramente che se un giocatore pubalgico gioca al posto di quello sano, dà un calcio in culo all'allenatore, ma si è messo a ridere. Se non capiamo l'ironia di certi messaggi, allora non ci siamo. Lo dico una volta per tutte: a me il patron non ha mai detto chi fare giocare e non lo fa neanche ora. Se poi non gli piaccio come allenatore, allora mi manderà via, ma sinceramente finora non mi ha mai disturbato in maniera assolutistica. Poi è normale che cacciando i soldi debba dire la sua".

Con un modulo da decifrare ("Sarà 4-3 poi 1-2 o 2-1 dipenderà dai giocatori che la società mi metterà a disposizione"), Tedino butta un occhio al primo impegno ufficiale: "Giocheranno quelli che danno maggiori garanzie per vincere - prosegue l'allenatore -. Se arriverà un altro tipo di situazione, mi devo mettere a disposizione della società. La proprietà ha dato un indirizzo ben preciso, poi io devo mettere in campo chi mi dà maggiori garanzie. Bellusci si è fatto male in un riscaldamento, è arrivato tardi per un attacco febbrile dovuto a problemi ad un dente. Ha corso dietro alla squadra e si è dovuto fermare come altri, è un giocatore del Palermo e in quanto tale deve stare a disposizione della squadra. In questo momento devo vedere gli interessi della squadra".

Chiosa finale dell'allenatore rosanero con un passo indietro sulla passata stagione: "Ho tifato Palermo soprattutto ai playoff e il Palermo è stata la squadra più forte di quei playoff. All'andata col Frosinone meritava di vincere con un ampio punteggio. Il Palermo si è mostrato squadra, così come lo è stato per 6-7 mesi precedentemente. Se non ha vinto è per altre variabili, ma meritava di andare in Serie A, a difesa di quei giocatori. Non ha vinto solo per un granello di sabbia. Non si tratta solo dell'unità dei giocatori, anche del pubblico. Trentamila allo stadio sono o no un vantaggio? E' normale che così si lavori in poppa, tutti hanno lavorato affinché il Palermo andasse in Serie A, poi qualcosa si è inceppato".

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