ORDINANZA SINDACALE

Campo nomadi di Palermo, al via la chiusura e l’abbattimento delle baracche

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Il campo nomadi della Favorita, Palermo

Il campo nomadi della Favorita di Palermo verrà dismesso, le baracche abbattute e l'area riqualificata. È quanto prevede l'ordinanza del sindaco Leoluca Orlando, emanata dopo il sequestro dell'area da parte della magistratura.

Le famiglie rom che da anni vivono all'interno del campo verranno gradualmente sgomberate e le loro baracche demolite per mettere in sicurezza l'area, ritenuta pericolosa per via delle numerose e nocive discariche di rifiuti trovate all'interno. I primi interventi dovrebbero avere inizio tra 15 giorni, stabilisce l'ordinanza.

Il Comune - si legge nel provvedimento -, in particolare il settore Risorse immobiliari, dovrà provvedere a reperire immobili per garantire l'accoglienza temporanea dei nuclei familiari sgomberati, anche attingendo agli alloggi confiscati alla mafia e destinati alla mafia beni "per un numero proporzionato alle contingenze che di volta in volta emergeranno nell’ottica dell’intero svuotamento del campo, anche semplificando le procedure" per la consegna.

Mentre l'area della Cittadinanza Solidale dovrà prendere in carico le famiglie ed elaborare per ciascuna di esse un "progetto personalizzato" per l'autonomia abitativa.

Man mano che le famiglie avranno lasciato il campo, interverranno le squadre di Coime, Rap, Reset, Amg e Amap che, secondo le proprie competenze, si occuperanno di demolire le baracche, ripulire l'intera area, provvedendo a smaltire i rifiuti pericolosi, e metterla in sicurezza.

Infine, la polizia municipale dovrà assicurare la sorveglianza del luogo per evitare che possa essere occupato un'altra volta.

Per fare tutto ciò, viene indicato sempre nel provvedimento, verranno utilizzati 900mila euro di fondi del Pon Metro, già in programma per interventi che riguardavano il campo.

“Con questo provvedimento – afferma Orlando  – vogliamo dare accelerazione ad un percorso già avviato da tempo, che ha portato negli anni a ridurre già in modo consistente la presenza di cittadini Rom all’interno del campo, supportando un percorso di integrazione nel tessuto cittadino".

Sulla vicenda interviene il deputato regionale Claudio Fava: "L’iniziativa del Comune di Palermo per la dismissione del Campo Rom è doppiamente meritoria.
Lo è perché affronta una questione di civiltà senza isterismi e perché dimostra che in Italia ci sono risorse e strumenti per garantire rispetto dei diritti e inclusione", conclude il deputato regionale del Movimento CentoPassi che sottolinea anche "la differenza con le azioni anche violente attuate in altre città italiane".

"Di fatto oggi è partito il percorso di fuoriuscita delle persone rom e ha preso il via l'iter che in concreto chiude il campo - dichiarano in una nota i consiglieri di Sinistra Comune -. Apprezziamo lo spirito dell'ordinanza che tiene in grande considerazione i diritti delle persone attraverso la prevista  fase di accompagnamento e di autonomia".

"Alla fine il sindaco è stato costretto dalla magistratura a fare quello che lui non è stato in grado di fare come amministratore della città", dice critico invece il consigliere comunale Igor Gelarda, ex M5s -. Sgombrare il campo nomadi per dare dignità ai Rom ma per dare anche tranquillità a tutti i cittadini che vivono in quella zona. Adesso si parla di un progetto PON e di un affidamento, anche in deroga, di beni confiscati alla mafia per risistemare le famiglie rom che usciranno dal campo. Tutto questo sarebbe positivo se non fosse che ci sono anche migliaia di cittadini palermitani, che speriamo abbiano gli stessi diritti dei rom". E annuncia un'interrogazione consiliare.
"Questa ordinanza rappresenta l’ultimo atto di una brutta pagina della storia di questa città. Il trasferimento, graduale e concordato, di famiglie che per anni hanno vissuto in condizioni precarie non solo restituisce dignità a queste persone, che saranno accompagnate in un percorso di inserimento sociale, ma dimostra come Palermo sia una città aperta all’inclusione e all’integrazione - dice il capogruppo del Pd al Consiglio comunale, Dario Chinnici -. All'amministrazione comunale, però, adesso spetta anche il compito di riqualificare l'area, restituendola alla fruizione della città”.

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