LA KERMESSE

Il Sole Luna Doc Film Festival premia gli sguardi femminili sul mondo: i vincitori a Palermo

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Cala il sipario sulla 13esima edizione del Sole Luna Doc Film Festival che premia gli sguardi femminili sul mondo.

La kermesse ha animato il complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo a Palermo. Vincitore del Sole Luna Award, la regista sudafricana Aliki Saragas con il film Strike a Rock. La pellicola parla di due nonne che combattono per i diritti degli uomini impegnati in miniera dopo che un massacro sconvolge l’intera comunità di Marikana.

La motivazione della giuria è stata: “Un esempio straordinario di come una rivoluzione possa essere avviata non solo dai giovani ma anche da due donne avanti negli anni. Una lotta per la giustizia potente e stimolante, portata avanti con ogni mezzo. Le due nonne sono determinate, continuano a provarci anche se nella loro vita hanno dovuto affrontare molte delusioni”.

Il premio Sole Luna, assegnato direttamente dall’organizzazione del Festival, è andato, invece, a Salto di Maryam Haddadi.

“E' il tributo – dice Lucia Gotti Venturato ideatrice del Festival e presidente dell’Associazione Sole Luna, un ponte tra le culture - a chi ha avuto la forza e la determinazione di fare una denuncia importante e coraggiosa. Zahra Hosseinzadeh potrebbe essere la Pellegrini nel mondo occidentale, ma il destino di nascita l’ha penalizzata, oscurandola".

Questa edizione vanta numeri importanti: 11 mila le presenze complessive in sette giorni, distribuite fra eventi pomeridiani e serali. Un continuo susseguirsi di eventi non solo allo Spasimo ma anche al Complesso Monumentale di Palazzo Chiaramonte Steri.

Oltre 50 i film proiettati di cui 28 in concorso, provenienti da tutto il mondo e suddivisi nelle sezioni Human Rights con temi che raccontano storie di diritti umani negati; The Journey, sui temi del viaggio ma anche della connessione tra natura e cultura; e Short Docs, dedicato ai corti.

Il gelsomino siciliano è stato il simbolo della manifestazione, una specie migrante che dal Caucaso si è naturalizzata in mezzo mondo. Un segno di solidarietà agli uomini e alle donne che abbandonano la propria terra in cerca di una vita migliore.

 

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