Bruno Contrada al contrattacco: "Inumano che un vecchio continui a combattere"

Bruno Contrada, ex numero due del Sisde nei cui confronti la Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni per concorso in associazione mafiosa, agirà in giudizio chiedendo la riparazione dell’errore giudiziario subito. Lo ha annunciato il suo legale, l’avvocato Stefano Giordano, nel corso di una conferenza stampa convocata a pochi giorni dall’ultima perquisizione subita dall’ex funzionario di polizia e ordinata dalla procura generale di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sull'omicidio dell’agente Nino Agostino, ucciso nel 1989.

"Non volevamo farlo - ha spiegato Giordano - ma ora abbiamo deciso di andare avanti. Non chiederemo dunque la riparazione del danno sofferto per l’ingiusta detenzione ma quello subito per l’espiazione dell’intera pena visto che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha sostenuto che il processo al mio assistito era illegittimo e non doveva neppure essere iniziato. Stiamo parlando dunque di un risarcimento milionario" Sarà la corte d'Appello di Palermo a pronunciarsi sulla richiesta di Contrada.

"E' ingiusto e inumano che un vecchio continui a combattere. Ho combattuto per 26 anni, ora sono stanco" Lo ha detto Bruno Contrada. "La mia carriera al servizio dello Stato è lunga 40 anni - ha detto Contrada - Sono stato in polizia, nei Servizi, all'Alto Commissariato per la lotta alla mafia. Sisde significa servizio informativo per la sicurezza democratica e io ho lavorato per la sicurezza democratica, perché la criminalità è la rovina della democrazia. Solo menti malate e deformate da ideologie politiche possono pensare che io sia stato complice della mafia", ha concluso anno. Lo scorso la Cassazione ha revocato la condanna di Contrada sulla base della sentenza della Cedu che ha dichiarato illegittimo il processo da lui subito.

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