MINISTRO DELL'INTERNO

Blitz a Palermo contro traffico di migranti e armi, Salvini: "Grazie dagli italiani"

mafia, tratta migranti, Palermo, Cronaca
Il ministro delli'Interno e vicepremier Matteo Salvini

«In queste ore i Carabinieri hanno arrestato 55 mafiosi, più altri 17 delinquenti per traffico di armi e di immigrati clandestini, legati a Cosa Nostra e al terrorismo islamico. GRAZIE a nome di tutti gli italiani, la settimana inizia bene!». Lo afferma su Twitter il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Il ministro dell'Interno elogia l'operazione dei carabinieri del nucleo informativo di Palermo che hanno fermato, su disposizione della Dda, 17 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento
dell’immigrazione clandestina, al traffico di armi da guerra e al riciclaggio di diamanti, oro e denaro contante.

L’organizzazione criminale aveva rapporti con cosa nostra, a cui vendeva armi, e col gruppo paramilitare albanese Nuovo UCK, legato ad ambienti jihadisti.

Dalle indagini dei carabinieri è emerso che due gruppi criminali gestivano, in cambio di soldi, il traffico di migranti provenienti dall’area balcanica. Uno aveva a capo alcuni kosovari, residenti sia in Italia sia in Svizzera, l’altro era composta da italiani e macedoni.

A capo dell’associazione di kosovari c'era Arben Rexhepi che reclutava i migranti da mandare, attraverso la rotta balcanica, verso l’Italia. I complici - Driton Rexhepi, Xhemshit Vershevci, Franco e Tiziano Moreno Mapelli, Ibraim Latifi e la sua compagna Jlenia Fele Arena - portavano in auto i profughi in Svizzera.
Grazie ai protocolli di cooperazione internazionale con la Polizia Cantonale Svizzera e grazie alla collaborazione con personale del Nucleo Informativo di Venezia, si sono documentati due distinti episodi di ingresso illegale di migranti in Italia nel 2017. Per arrivare oltre confine si pagavano 3mila euro a testa.

La seconda organizzazione criminale, gestita a Palermo da Fatmir Ljatifi e Giuseppe Giangrosso, reclutava cittadini slavi da far entrare in Italia con falsi contratti di lavoro. Il pregiudicato Dario Vitellaro aveva trovato una società compiacente in grado di assumere fittiziamente gli stranieri per fare avere loro un permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Inoltre, uno dei fermati dalla Dda di Palermo gestiva un fiorente traffico di armi da guerra. Si tratta di Fatmir Ljatifi. Per gli inquirenti aveva la disponibilità di kalashnikov e bombe che avrebbe venduto anche a una cellula di combattenti del gruppo paramilitare «Nuovo UCK», protagonista nel 2015 di un attentato commesso nella cittadina macedone di Kumanovo.

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